Carte incomplete, decisioni sospese: Confintesa FP chiede serietà al tavolo

Al confronto su lavoro agile e Piano dei fabbisogni 2026–2028, il SG Claudia Ratti denuncia documentazione parziale, disuguaglianze applicative e scelte non condivise. “Il lavoro agile incide sulla vita delle persone: non si può decidere senza dati completi”

L’incontro sul lavoro agile e sul Piano dei fabbisogni 2026–2028 si è aperto sotto il segno dell’interlocuzione, ma ha subito evidenziato una criticità che Confintesa FP considera ormai strutturale: l’assenza di un quadro documentale completo e di un confronto realmente informato sulle scelte organizzative dell’Amministrazione.

Nel corso della riunione, il SG Claudia Ratti ha espresso con chiarezza la posizione del sindacato, rifiutando di esprimere valutazioni su documenti consegnati in modo parziale e a ridosso del tavolo. “Non si può pretendere di discutere una materia strategica come il lavoro agile sulla base di 17 pagine da leggere in pochi minuti”, ha sottolineato, evidenziando come da altri Dipartimenti non sia pervenuta alcuna documentazione.

Il lavoro agile, ha ricordato il SG, non è un tema marginale né puramente organizzativo: incide direttamente sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori e sull’equilibrio complessivo degli uffici. Proprio per questo, ogni scelta deve poggiare su dati completi, analisi approfondite e un confronto reale, non su informativa parziali o decisioni già preconfezionate.

Nel merito, Confintesa FP ha denunciato le forti disomogeneità applicative del lavoro agile negli uffici, dove persistono resistenze e rigidità, talvolta anche in presenza di situazioni personali e familiari gravi. In molti casi, attività pienamente remotizzabili continuano a essere escluse dal lavoro agile, mentre la valutazione delle condizioni individuali resta affidata a prassi discrezionali e diseguali.

La posizione di Confintesa FP non è ideologica né massimalista. Ratti ha ribadito la necessità di un modello equilibrato, che valorizzi sia il lavoro da remoto sia la dimensione sociale del lavoro in presenza. La sfida, ha sottolineato, è individuare con precisione quali attività siano remotizzabili e quali situazioni personali e familiari meritino una tutela rafforzata, evitando automatismi e rigidità.

Nel corso dell’incontro, Confintesa FP ha inoltre rilanciato il tema del coworking, definendolo una leva organizzativa ancora sottoutilizzata e priva di una disciplina chiara. Il coworking – inteso come possibilità di svolgere l’attività lavorativa in uffici diversi della stessa o di altra amministrazione – rappresenta una risposta concreta alle criticità legate alla mobilità e all’organizzazione del lavoro. Per questo, Confintesa FP ha chiesto l’apertura di un tavolo specifico per la definizione di un accordo dedicato.

Sul Piano dei fabbisogni 2026–2028, l’Amministrazione ha illustrato i dati relativi alle nuove facoltà assunzionali, confermando la stabilizzazione di 8.019 unità complessive, l’aumento dei passaggi in deroga, il completamento dell’iter sulle famiglie professionali e la stabilizzazione degli operatori giudiziari part-time nel Mezzogiorno.

Confintesa FP ha preso atto dei numeri, ma ha ribadito la necessità di un’analisi approfondita prima di esprimere una valutazione politica complessiva. La documentazione tecnica consegnata in modo parziale non consente infatti di comprendere pienamente l’impatto delle scelte organizzative e occupazionali.

Nel corso del confronto, il nostro sindacato ha inoltre avanzato due richieste urgenti: la proroga dei contratti del personale escluso dal perimetro delle stabilizzazioni e la definizione di un accordo specifico sul coworking.

Il tavolo è stato aggiornato a martedì prossimo.

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