Progressioni verticali al Ministero della Cultura: quando la carriera si ferma e il merito resta ai margini
Criteri di valutazione che penalizzano l’esperienza, graduatorie bloccate e prospettive di crescita azzerate: la denuncia di Confintesa FP sul concorso per il passaggio tra le aree
MINISTERO DELLA CULTURA
PROGRESSIONE VERTICALE TRA LE AREE
QUANDO LA CARRIERA SI FERMA E IL MERITO RESTA AI MARGINI
Il concorso che per molti lavoratori avrebbe dovuto rappresentare un’occasione di riconoscimento e di sviluppo professionale, lascia alla quasi totalità dei dipendenti interessati un forte senso di amarezza e smarrimento.
I criteri adottati dall’Amministrazione per l’attribuzione dei punteggi hanno permesso ai partecipanti plurititolati e con molta anzianità di servizio di raggiungere le vette delle graduatorie parziali, lasciando ai margini l’esperienza lavorativa maturata sul campo. Una scelta peraltro consapevole perché supportata dai dati dei dipendenti contenuti in SIAPWEB (Circolare n. 4 DG-OR SERV. prot. 596-P/2025).
Conseguentemente molti lavoratori, a causa di questa scelta, hanno visto totalmente ignorati anni e anni di attività concreta, responsabilità assunte, incarichi svolti e funzioni esercitate nel corso della propria vita alle dipendenze dell’Amministrazione: un patrimonio di competenze che in questa selezione non ha trovato nessun punteggio, malgrado la incessante richiesta da parte di CONFINTESA FP.
Una volontà chiara, quella dell’Amministrazione, di non permettere l’accesso alla terza area ai non plurititolati. Scelta peraltro confermata dalla decisione di BLOCCO TOTALE DI EVENTUALI SCORRIMENTI.
Il risultato è stato una procedura in deroga e a regime che non ha valorizzato pienamente l’insieme del personale e che, di fatto, ha chiuso ogni prospettiva di passaggio alla terza area per chi non rientrava in determinate categorie di titoli, indipendentemente dal lavoro realmente svolto.
Inoltre, il numero ridotto di profili professionali e il numero di posizioni messe a bando hanno reso il concorso non inclusivo e incapace di offrire reali opportunità di crescita a una platea ampia di lavoratrici e lavoratori.
L’assenza di ulteriori occasioni di progressione nel prossimo futuro rischia inoltre di cristallizzare le carriere, lasciando molti dipendenti con la percezione di aver visto “bruciato” il proprio percorso professionale, senza possibilità di progredire nella terza area.
Aggiungiamo anche che i lavoratori, oltre al disagio causato dalla necessità di raggiungere la Capitale per partecipare alla procedura, si sono dovuti accollare interamente le spese di alloggio ed anticipare le spese di spostamento (quest’ultime rimborsabili), per non parlare dello sforzo economico e organizzativo sostenuto dal Ministero.
La trasparenza e la correttezza dello svolgimento dei test si sarebbero potute ottenere facendo svolgere le prove su base regionale, riducendo notevolmente il denaro pubblico riversato su questa procedura, attenuando i disagi ai partecipanti e riducendo il già elevatissimo carico di lavoro ai colleghi che dell’organizzazione di questo concorso si sono occupati.
Concludiamo dicendo che tutto ciò è stato un vero e proprio trattamento “privilegiato” riservato dal MiC ai propri dipendenti che tanto stanno a cuore. Aggiungerei: meno male, altrimenti chissà a quale altro supplizio sarebbero stati sottoposti.
CONFINTESA FP ritiene che questo non sia il modello di valorizzazione del personale di cui la Pubblica Amministrazione ha bisogno.
CONFINTESA FP chiede:
• lo scorrimento delle graduatorie di questo concorso fino a completo esaurimento;
• una revisione dell’ordinamento professionale, che consenta l’accesso alla terza area dall’interno, valorizzando anche il percorso lavorativo dei dipendenti;
• l’immediata attivazione di nuovi bandi di progressione verticale riservati ai dipendenti, con procedure a regime e con un numero di posti molto più ampio e per tutti i profili professionali;
• criteri di valutazione diversi, capaci di riconoscere anche ed in modo sostanziale l’esperienza lavorativa, gli incarichi svolti e gli altri titoli professionali e non solo quelli di I-II-III livello universitario;
• l’apertura di un confronto sindacale strutturato sulle politiche di sviluppo professionale, per agevolare il passaggio verticale tra le aree.
La politica dovrebbe anche farsi carico di recuperare le graduatorie del precedente concorso interno di passaggio verticale, con lo scorrimento di tutto il personale attualmente in servizio risultato idoneo.
Una misura che comporterebbe una copertura economica contenuta ma che permetterebbe di rendere giustizia, seppur parziale, a lavoratrici e lavoratori che hanno già subito una selezione senza poi ottenere il passaggio alla terza area.
Trattamento peraltro iniquo, visto che gli scorrimenti sono avvenuti finanche al 2021 e che gli stessi sono stati bloccati per impedire, evidentemente, la carriera dei partecipanti quando, di solito, si è sempre guardato prima in “casa propria” e poi “in casa degli altri”, attingendo alle proprie graduatorie.
Senza un cambio di rotta, si continuerà ad alimentare ulteriore frustrazione e demotivazione in chi, da anni, contribuisce concretamente al funzionamento dell’Amministrazione.
Eventuali commenti, suggerimenti o osservazioni possono essere inviati alla casella mail beniculturali@confintesafp.it, indicando nell’oggetto “Progressioni verticali” (così da ricondurre correttamente le segnalazioni a questa vicenda).
Roma, 24 gennaio 2026
Per CONFINTESA FP
Coordinamento Nazionale MiC
Franco G. Adimari

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