Contratto subito, diritti davvero: Confintesa FP al tavolo del CCNL Funzioni Centrali

Secondo incontro della trattativa e primo appuntamento del 2026: Confintesa Funzione Pubblica porta al centro del confronto non solo le risorse, ma l’attuazione reale del contratto, l’uniformità dei diritti e il governo delle grandi trasformazioni del lavoro pubblico

Si è svolto a Roma il secondo incontro per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali 2025–2027, primo appuntamento negoziale del 2026. Un passaggio che conferma l’avvio di una fase nuova della contrattazione pubblica, caratterizzata da una maggiore continuità temporale rispetto al passato, ma che apre anche interrogativi decisivi sulla qualità e sull’effettiva esigibilità delle norme contrattuali.

Nel corso del confronto, Confintesa Funzione Pubblica, attraverso l’intervento del Segretario Generale Claudia Ratti, ha scelto di non limitarsi al tema degli incrementi economici, portando al tavolo una riflessione più ampia e strutturale sul funzionamento del sistema contrattuale e sulle criticità che continuano a penalizzare i lavoratori delle amministrazioni centrali.

Al centro dell’intervento, innanzitutto, la questione dell’Osservatorio previsto dall’articolo 3, comma 6, un organismo formalmente esistente ma mai realmente istituito. Una mancanza che pesa, perché priva il sistema di uno strumento di monitoraggio indispensabile per verificare se e come le amministrazioni applicano il contratto collettivo. Secondo Confintesa FP, è arrivato il momento di dare finalmente corpo a questo organismo, rendendolo paritetico e condiviso con le organizzazioni sindacali, affinché possa svolgere una funzione concreta di verifica e trasparenza.

Ratti ha denunciato una prassi ormai consolidata che svuota di significato le regole contrattuali: le amministrazioni chiedono chiarimenti all’ARAN, li applicano quando coincidono con le proprie scelte e li ridimensionano a semplici pareri quando risultano scomodi. Un comportamento che genera applicazioni disomogenee del contratto e alimenta disparità ingiustificate tra lavoratori che operano sotto lo stesso CCNL. Il principio richiamato da Confintesa FP è netto: il contratto è uno solo e non può essere interpretato in modo diverso a seconda del territorio, dell’amministrazione o del singolo datore di lavoro.

Da qui anche il richiamo al rispetto delle regole e dei tempi da parte delle amministrazioni. Non è accettabile, è stato sottolineato, che procedure che dovrebbero avere tempistiche standard, come la certificazione dei contratti, si trascinino per mesi, mentre ai lavoratori viene richiesto il rispetto rigoroso di ogni scadenza.

Un altro snodo centrale dell’intervento ha riguardato la necessità di rafforzare la contrattazione, spostando il maggior numero possibile di materie oggi relegate al confronto in un ambito negoziale pienamente vincolante. Tra queste, particolare attenzione è stata dedicata al lavoro agile, ancora oggetto di forti resistenze culturali e applicative. Pur senza negare i limiti sul piano della socialità, Confintesa FP ha ribadito che il lavoro agile risponde a esigenze reali, come il pendolarismo e la conciliazione vita-lavoro, e non può restare una concessione discrezionale o episodica, né essere considerato impraticabile in alcune amministrazioni anche solo per un giorno a settimana.

Sul versante dell’organizzazione del lavoro, Ratti ha evidenziato la necessità di una disciplina più uniforme dell’orario, dello straordinario e del lavoro prestato in giornate non lavorative. In assenza di regole chiare e condivise, alcune amministrazioni adottano soluzioni difformi che producono trattamenti diseguali e incertezza, a danno dei lavoratori.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’intelligenza artificiale, uno degli elementi più delicati del nuovo CCNL. Confintesa FP ha richiamato la rapidità con cui le tecnologie evolvono, sottolineando come un contratto valido fino al 2027 non possa permettersi una disciplina rigida e limitata. Serve, al contrario, un impianto ampio e flessibile, capace di includere anche scenari oggi non prevedibili. In questo quadro, particolare attenzione è stata posta sulla tutela del lavoratore rispetto ai sistemi decisionali automatizzati: il diritto a conoscere i criteri utilizzati non è sufficiente se non è accompagnato dalla possibilità concreta di intervenire e chiedere la revisione delle decisioni assunte da una macchina.

Non sono mancate, infine, le questioni trasversali che da tempo attendono risposte. Dalla formazione, che deve essere svolta durante l’orario di lavoro come già previsto dalle direttive vigenti, ai buoni pasto, caratterizzati da forti disomogeneità all’interno dello stesso comparto, fino al tema della mobilità, con la richiesta di prevedere il preventivo assestamento prima di nuove assunzioni, superando il vincolo dei cinque anni che oggi penalizza molti lavoratori già in servizio.

L’incontro della trattativa ha dunque chiarito la linea di Confintesa Funzione Pubblica: la continuità contrattuale è un’opportunità solo se accompagnata da regole certe, diritti esigibili e applicazione uniforme del contratto. La sfida non è firmare prima, ma far funzionare davvero il CCNL nella vita quotidiana delle lavoratrici e dei lavoratori delle Funzioni Centrali.

Prossimo incontro confermato per il 3 febbraio prossimo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *