Nomine e riorganizzazioni al vertice INPS, ma i territori pagano il prezzo più alto

Dieci nuovi dirigenti in Direzione Centrale e tagli nelle Regioni, mentre mancano all’appello oltre 6.500 unità di personale. Il sindacato denuncia l’assenza di confronto, il blocco delle risorse e un sistema di valutazione individuale ancora troppo opaco

Nelle prossime ore il CdA procederà all’inquadramento di 70 unità di personale in comando presso l’INPS, rideterminerà la retribuzione di posizione e risultato dei dirigenti generali, conferirà 19 incarichi in Direzione Generale per le Direzioni Centrali, la DST, il Progetto Contenzioso e la Segreteria del Presidente. Poi ancora quelli per le DCM di Roma e Napoli e per tutte le Direzioni Regionali, escluse Val d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Piemonte, Emilia-Romagna e Campania con incarichi più recenti. Nulla di nuovo se non l’istituzione della DC Relazioni Internazionali e l’upgrade del Progetto Contenziosa da 2^ fascia a livello generale, trattandosi infatti della scadenza e della possibile rotazione triennale degli incarichi apicali dell’Istituto. Ne vedremo domani la distribuzione.

Ciò che desta più attenzione, invece, è la nuova ripartizione delle Aree dirigenziali di seconda fascia alle strutture di Direzione Generale e alle Strutture territoriali. In Ciro il Grande si andranno a collocare una decina di Dirigenti, sacrificando posizioni dirigenziali nelle Regioni: 2 in Abruzzo, Campania, Sardegna e DCM Roma, 1 ciascuna per Liguria, Sicilia, Toscana, Veneto e DCM Napoli.
Ci chiediamo e chiediamo se e come saranno sostenute quelle competenze e quelle responsabilità della dirigenza delle Aree manageriali soppresse sul territorio.
Ci chiediamo e chiediamo se non sia sempre più urgente istituire e consolidare con numeri adeguati la 4^ Area delle Elevate Professionalità in INPS.

Registriamo, nel frattempo, pesantissime carenze di organico sul territorio: quasi 5.000 Funzionari, oltre 6.500 unità complessive. Manca in INPS il 20% del personale.
I Vertici dell’Istituto non pervenuti, se non negli impegni outside scrupolosamente elencati dalla Direzione Centrale comunicazione nei consueti comunicati stampa di inizio settimana.
Nessuna presenza ai tavoli sindacali né, a quando è dato leggere, relazioni con l’Esecutivo per almeno tentare di trovare soluzioni al blocco decennale del Fondo, delle risorse necessarie a riconoscere le performance, a sostenere la struttura organizzativa e i trattamenti accessori per il personale dell’Istituto.

In questo scenario stasera ancora una volta abbiamo ascoltato l’illustrazione del Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance Organizzativa e Individuale per il 2026.
Per la prima (n.b. l’incentivo ordinario) restano le considerazioni dei precedenti incontri, pur parzialmente rassicurati dagli effetti delle simulazioni del nuovo sistema sulla produttività dello scorso anno e che sembrano confermante i risultati positivi.
Per la performance individuale, l’Amministrazione, tranne qualche occasionale “maquillage”, non compie passi decisivi per rendere più oggettivo e digeribile il Sistema, con schede di valutazione che sempre più condizioneranno non solo il TEPI ma l’intero percorso professionale.

Michele Di Lullo - COORDINATORE NAZIONALE

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