CCNL Funzioni Centrali 2025/2027: Confintesa FP chiede un contratto rapido, coerente e capace di risolvere le criticità strutturali del comparto
In apertura del tavolo per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2025/2027, Confintesa FP chiede un contratto rapido e concreto: ordinamento da riformare, regole uguali per tutti, equità retributiva, mobilità razionale, progressioni certe e piena applicazione del CCNL. «Il sistema non regge se le norme valgono solo per i lavoratori e non per chi deve attuarle»
Roma, 3 dicembre 2025 – Si è tenuta questa mattina la riunione dedicata all’avvio del percorso negoziale per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2025/2027. Nel corso dell’incontro è intervenuta Claudia Ratti, Segretario Generale di Confintesa Funzione Pubblica, che ha posto con chiarezza le priorità del sindacato per un contratto davvero utile ai lavoratori e alle amministrazioni.
Ratti ha innanzitutto rivendicato il valore della firma del contratto precedente, definita da qualcuno “frettolosa”, sottolineando come proprio quella scelta abbia consentito oggi di avviare tempestivamente il nuovo ciclo contrattuale:
«Senza quella firma – ha ricordato – saremmo ancora bloccati sul biennio precedente. I contratti devono essere fatti presto e bene: incontrarsi ogni due mesi o ogni settimana non cambia il contenuto, ma incide sulla capacità di portare a casa i risultati».
Proprio per questo Confintesa FP lega coerentemente le due fasi:
«Abbiamo scelto di firmare a gennaio per sbloccare il sistema e restituire ai lavoratori un contratto in tempi certi. Oggi, con la stessa responsabilità, chiediamo un CCNL che non si limiti a rincorrere l’inflazione, ma intervenga sui nodi strutturali del comparto: ordinamento, equità retributiva, mobilità, welfare, applicazione uniforme delle regole».
Effettività del CCNL e responsabilità: “Se il contratto non si applica, il sistema non regge”
Un punto centrale dell’intervento ha riguardato l’effettività concreta delle norme contrattuali e la responsabilità di chi è chiamato ad applicarle:
«Troppo spesso – ha sottolineato Ratti – il CCNL viene applicato in ritardo o a macchia di leopardo: progressioni economiche avviate anni dopo, fondi decentrati liquidati con lentezze incomprensibili, istituti di welfare interpretati in modo diverso da amministrazione ad amministrazione. Non è accettabile che i lavoratori paghino i ritardi e che nulla ricada su chi quei ritardi li determina».
Per Confintesa FP è necessario che il nuovo CCNL leghi in modo chiaro il mancato rispetto delle norme contrattuali alla valutazione della dirigenza:
«Se un’amministrazione non applica il contratto nei tempi dovuti, questo deve pesare sulla performance dei dirigenti responsabili. Non si può pretendere che il contratto sia vincolante solo per i lavoratori e opzionale per chi lo deve attuare».
Elevate professionalità e ordinamento: “Così non funziona, serve intervenire subito”
Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato l’ordinamento professionale e, in particolare, la quarta area delle elevate professionalità, istituita diversi anni fa ma rimasta lettera morta in tutte le amministrazioni:
«Il fatto che nessuno abbia mai bandito le procedure per la quarta area è un sintomo evidente: forse costa troppo, forse non si vuole utilizzarla. Ma così il sistema non è sostenibile. La terza area oggi è compressa e non può continuare a farsi carico di professionalità differenti senza sbocchi adeguati».
Per Confintesa FP è necessario rimettere mano all’intero impianto dell’ordinamento, superando l’illusione che i soli differenziali stipendiali possano valorizzare il merito:
«Se pensiamo che bastino, ci sbagliamo: la terza area è diventata un imbuto senza prospettive. Servono percorsi reali di sviluppo, una quarta area effettivamente praticabile e un modello che fotografi la realtà del personale di oggi, non quella di molti anni fa».
In quest’ottica, il sindacato ha proposto anche uno slittamento del termine per il completamento dei passaggi di area almeno a dicembre 2026, alla luce dei ritardi accumulati:
«In molte amministrazioni – ha ricordato Ratti – le procedure sono ancora in corso, in altre non sono neppure partite. Non ha senso fissare scadenze irrealistiche: meglio un termine più ampio, monitorato e rispettato, che una data formale destinata a essere disattesa».
Equità retributiva di comparto: “Serve una base comune, non lavoratori di serie A e di serie B”
Accanto al tema ordinamentale, Ratti ha richiamato la necessità di intervenire anche sul piano economico strutturale, per ridurre le disuguaglianze tra amministrazioni:
«A parità di area e funzioni, oggi abbiamo lavoratori che partono da condizioni di base molto diverse, perché cambiano le indennità di amministrazione o di ente. Chiediamo una retribuzione minima di comparto più omogenea, che dia certezze a tutti, indipendentemente dall’amministrazione di destinazione».
L’obiettivo di Confintesa FP è quello di costruire, nel tempo, una struttura retributiva più uniforme, nella quale una quota significativa del trattamento economico sia stabile, certa e riconosciuta in modo coerente in tutto il comparto.
Progressioni economiche e produttività: “Stop alle progressioni a singhiozzo”
Un altro nodo evidenziato riguarda le progressioni economiche e la produttività:
«Non è accettabile che in alcune amministrazioni si facciano progressioni regolari e in altre i lavoratori restino fermi per anni. Chiediamo che il contratto preveda cadenze minime certe per le progressioni economiche e che le risorse per la produttività non dipendano solo dalla capacità di risparmio delle singole amministrazioni».
Confintesa FP ha ribadito la richiesta di procedure di progressione economica regolari e garantite e di risorse aggiuntive nazionali per sostenere la produttività nelle amministrazioni strutturalmente più deboli:
«La produttività non può essere un lusso di pochi enti “ricchi”: deve diventare uno strumento a disposizione di tutto il comparto, legato a obiettivi chiari di miglioramento dei servizi».
Mobilità, vincolo dei cinque anni e nuove assunzioni: “Prima si sistemano le persone, poi si assumono”
Ratti ha affrontato anche il tema della mobilità e del vincolo dei cinque anni, oggi fonte di numerose distorsioni:
«Molti dipendenti partecipano a nuovi concorsi solo per cambiare regione o sede, pur essendo stati assunti da poco. Occorre introdurre una norma chiara: prima di nuove assunzioni, le amministrazioni devono favorire la mobilità interna e l’assestamento del personale già in servizio. È una regola di buon senso e di buona amministrazione».
Il sindacato ha inoltre denunciato l’ingiustizia della perdita di anzianità in caso di passaggio tra amministrazioni del comparto:
«Non è accettabile che chi cambia amministrazione riparta da zero sull’anzianità. Chiediamo che l’esperienza maturata all’interno del comparto venga riconosciuta e valorizzata, non azzerata. La mobilità deve essere uno strumento di riequilibrio e crescita, non una penalizzazione».
Buoni pasto, accessori e disparità tra amministrazioni: “Le regole del comparto devono valere per tutti”
Un passaggio importante è stato dedicato all’innalzamento del valore del buono pasto, fermo dal 2012, e alle gravi disparità nell’utilizzo del salario accessorio:
«Alcune amministrazioni hanno buoni pasto molto più elevati, altre accessori due, tre, quattro volte superiori rispetto ai ministeri con meno risorse. Questa forbice va superata. Non si può continuare con regole applicate a macchia di leopardo».
Per Confintesa FP è necessario rafforzare i meccanismi di omogeneità e i controlli:
«Se un contratto nazionale prevede una regola, tutti devono applicarla. E se non la applicano, devono esserci strumenti sanzionatori: altrimenti il sistema non regge».
Ratti ha inoltre ricordato che il trattamento accessorio non è un elemento marginale:
«Lo stipendio non è solo il tabellare in busta paga. Anche grazie all’ultimo contratto abbiamo ottenuto, ad esempio, il buono pasto in smart working. Su questa strada vogliamo proseguire, ma con regole chiare e uguali per tutti, evitando differenze ingiustificate tra amministrazioni e persino tra dipartimenti della stessa amministrazione».
Il prossimo appuntamento per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2025/2027 è fissato per il 18 dicembre, data in cui il nostro sindacato tornerà al tavolo per portare avanti le proprie proposte e sollecitare risposte concrete su tutti i nodi aperti.

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