Giustizia | Stabilizzazioni PNRR, accordo raggiunto: criteri equi grazie alle sigle firmatarie
Svolta al Ministero: respinta la proposta iniqua dei test situazionali, introdotto un sistema bilanciato basato su anzianità, titoli e prova attitudinale. Ratti (Confintesa FP): «La concretezza batte la demagogia. Chi firma porta risultati, chi si astiene resta a guardare»
Roma, 28 novembre 2025 – La stabilizzazione del personale PNRR entra finalmente nella fase decisiva. Nel confronto odierno tra Amministrazione e Organizzazioni Sindacali firmatarie del CCNL – CISL FP, UNSA Confsal, FLP e Confintesa FP – è stata raggiunta un’intesa verbale su criteri di selezione ritenuti equi, trasparenti e in grado di valorizzare realmente il lavoro svolto dai dipendenti assunti con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Un risultato tutt’altro che scontato, sottolineano le sigle sindacali, se si considera che il precedente “gruppo di lavoro”, istituito dal vecchio Capo Dipartimento, aveva proposto criteri considerati inadeguati e profondamente iniqui: una procedura fondata esclusivamente su test “situazionali” e priva di qualsiasi riconoscimento per anzianità, titoli di studio o performance.
«La concretezza batte la demagogia» afferma con decisione Claudia Ratti, Segretario Generale di Confintesa Funzione Pubblica. «Avevamo preso un impegno preciso con la firma del Protocollo d’Intesa e oggi, grazie a quell’impegno, raccogliamo i frutti. Questo risultato è la dimostrazione che chi firma decide, chi si astiene guarda».
Le organizzazioni firmatarie ribadiscono infatti che le tutele non si costruiscono con le proteste esterne né con le assenze ai tavoli negoziali: «Chi sceglie di autoescludersi oggi non porta nulla ai lavoratori se non parole – si legge nel comunicato congiunto – mentre i fatti li portano solo coloro che hanno lavorato concretamente per definire criteri giusti».
Archiviata la proposta iniqua: si volta pagina
La fermezza delle organizzazioni sindacali ha permesso di respingere la precedente impostazione, considerata penalizzante e incapace di valorizzare il percorso professionale del personale PNRR. «Una deriva fermata solo da chi era presente al tavolo per opporsi», sottolinea Ratti.
I nuovi criteri: tre pilastri per una selezione equa
L’intesa raggiunta si basa su un impianto tripartito, con tre elementi di pari peso – 30 punti ciascuno – per garantire equilibrio e trasparenza:
- Anzianità di servizio – Max 30 punti I primi assunti ottengono 30 punti, a scalare fino a 17 per le ultime immissioni. Un riconoscimento concreto dell’esperienza maturata sul campo.
- Titoli culturali – Max 30 punti
- Titolo prevalente: 27 punti per la laurea specialistica o V.O., 24 per la triennale.
- Titoli aggiuntivi (max 3 punti): dottorati, abilitazioni, iscrizioni ad albi vigilati, master di primo e secondo livello e ulteriori lauree. Una valorizzazione complessiva del percorso formativo.
- Test attitudinale – Max 30 punti La prova si baserà su una banca dati pubblica di 300 quesiti, da cui saranno estratte 30 domande a risposta multipla.
- Risposta esatta: 1 punto
- Risposta parziale: 0,5 punti
- Risposta errata: 0 punti Un sistema trasparente e verificabile, che garantisce pari opportunità.
Una garanzia finale per i lavoratori
La prova si svolgerà solo se il numero degli interessati supererà i posti disponibili, rafforzando ulteriormente l’equità del percorso.
Un messaggio politico e sindacale forte
Per Ratti e per tutte le sigle firmatarie, la giornata di oggi rappresenta un punto di svolta: «Il percorso di stabilizzazione sarà finalmente fondato su criteri giusti, equilibrati e rispettosi dell’impegno dei lavoratori. Questo è il risultato del lavoro negoziale serio, non delle dichiarazioni di principio».
L’intesa – che ora dovrà essere recepita formalmente – segna una tappa fondamentale nel riconoscimento delle professionalità PNRR e nel rafforzamento della credibilità dei percorsi di stabilizzazione nella Pubblica Amministrazione. LEGGI IL COMUNICATO UNITARIO

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