Confintesa FP INPS non firma l’Integrativo 2025 e denuncia l’assenza di reali avanzamenti, il restringimento della platea dei beneficiari, la perdita di tutele per parte del personale e una gestione sempre più opaca delle risorse, dell’organizzazione e delle prospettive professionali all’interno dell’Istituto
Come ormai consuetudine, convocato oggi (ieri per chi legge, NdR) in articulo mortis il tavolo nazionale per la sottoscrizione definitiva del Contratto Integrativo 2025.
Registrato il pessimo segnale dell’assenza dei vertici (con la minuscola), abbiamo preso atto della versione odierna del documento che CONFINTESA FP NON SOTTOSCRIVE.
Un pessimo risultato, si è passati da un Contratto Integrativo 2024 sottoscritto da tutte le Organizzazioni rappresentative, poi nel corso dell’anno si sono perse per strada le OO. SS. non firmatarie del CCNL, si è giunti all’Integrativo monofirma del 30 luglio, infine oggi la replica:
da 7 sigle a una.
Non solo non ci sono quei passi in avanti prospettati a novembre in occasione dell’analisi dei rilievi formulati dai vigilantes sull’ipotesi monofirma del 30 luglio, ci riferiamo all’ampliamento della platea dei destinatari dei Differenziali Stipendiali per circa 1.000 posizioni, ma ci sono passi indietro rappresentati, ad esempio, dall’eliminazione delle maggiorazioni della retribuzione accessoria precedentemente previste per il Personale non destinatario degli stessi Differenziali.
I miglioramenti economici per la generalità del Personale per effetto del raggiungimento degli obiettivi di Performance Ordinaria, Speciale, Locale e Individuale, complessivamente oltre 32 milioni di euro (n.b. per tutti!) sono dovuti ai risultati ottenuti dalle Federazioni sul tavolo ARAN con la sottoscrizione il 27 gennaio, anche di Confintesa FP, del Contratto Collettivo 2022/2024.
Incrementi della retribuzione non certo legati all’iniziativa dell’amministrazione INPS, non pervenuta sul tavolo aziendale, nemmeno se ne trovano tracce nel dibattito politico sulla Finanziaria e/o provvedimenti collegati, a differenza di altre Amministrazioni impegnate a tutelare la propria “forza lavoro”.
Quindi nessuno sblocco delle risorse del Fondo, provvedimenti di parziale recupero delle migliaia di vuoti nell’organico (-22%) e che vedranno compimento probabilmente solo nel 2027, lo scandalo della mobilità da altre Amministrazioni verso INPS dimenticando le esigenze dei colleghi già in servizio nelle sedi sul territorio.
E intanto la barca va …
Come nel Deserto dei Tartari si attende da molti mesi una riorganizzazione più volte annunciata, ma della quale se ne comprende il rinvio solo dalla lettura degli Hermes per le ripetute proroghe di incarichi e Posizioni organizzative (quando le nuove generazioni potranno concorrere?).
Tra le proroghe quelle delle Elevate Professionalità vecchio ordinamento, peraltro cresciute di numero solo in via Ciro il Grande, stante l’impossibilità di vedere concretizzata la 4^ Area delle nuove Elevate Professionalità.
Altra promessa mancata.
Intanto, avvolti nella nebbia, si ripetono spostamenti, interpelli, modifiche organizzative, incarichi, senza che ai più sia dato conoscerne gli esiti, soprattutto agli interessati e/o controinteressati.
Nemmeno un po' di rispetto “istituzionale”:
attendiamo dalla Direzione Centrale Segreteria del Presidente e del Consiglio di Amministrazione e dalla Segreteria del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza almeno una risposta alla nostra richiesta di avere non i documenti ma semplicemente gli Ordini del Giorno delle loro riunioni.
Cosa sta diventando l’INPS?
Si chiude un anno e si apre un 2026 di grande complessità e conflittualità, quindi di forte impegno.
Un impegno che deve vedere protagonisti tutti i Lavoratori dell’Istituto, ripetiamo: tutti!
Ad iniziare da una massiccia mobilitazione a favore dell’immediata contrattazione della mobilità nazionale in attuazione dell’Accordo del 2022 sottoscritto da tutte le OO. SS..
In attesa, i nostri migliori auguri alle Lavoratrici e ai Lavoratori dell’Istituto.
Michele Di Lullo - COORDINATORE NAZIONALE