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Emergenza caldo negli uffici pubblici, Confintesa FP: «Non servono dress code più leggeri, servono edifici e impianti adeguati al clima di oggi»

Confintesa FP lancia l'allarme sulle condizioni di lavoro negli uffici pubblici durante le ondate di calore: «Il cambiamento climatico impone un cambio di paradigma. Servono investimenti, manutenzione e lavoro agile, non soluzioni di facciata»

Roma, 5 agosto 2026 – L'emergenza caldo che sta investendo l'Italia in queste settimane mette in evidenza una fragilità ormai diffusa della pubblica amministrazione: migliaia di lavoratrici e lavoratori sono costretti a operare in edifici progettati decenni fa, quando l'attuale intensità e frequenza delle ondate di calore erano impensabili e nessuno immaginava che temperature superiori ai 35 gradi sarebbero diventate una costante delle estati italiane.

Le cronache degli ultimi giorni raccontano situazioni che, pur appartenendo ad amministrazioni diverse, hanno un comune denominatore. Da una parte il Tribunale di Busto Arsizio, dove il guasto all'impianto di climatizzazione ha indotto Confintesa FP a richiedere un'ispezione urgente dell'Ispettorato del Lavoro e dell'ATS, oltre all'attivazione del lavoro agile e alla limitazione delle attività ai soli atti indifferibili fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Dall'altra la decisione dell'Agenzia delle Entrate di consentire un abbigliamento meno formale nelle sedi centrali per attenuare gli effetti delle alte temperature.

Per Confintesa FP, tuttavia, entrambi gli episodi dimostrano che il problema non può più essere affrontato soltanto con misure emergenziali.

«Il caldo non è più un evento eccezionale: è diventato un elemento strutturale con cui la pubblica amministrazione deve imparare a confrontarsi», dichiara Claudia Ratti, Segretario Generale di Confintesa Funzione Pubblica. «Gli edifici pubblici nei quali lavorano migliaia di dipendenti sono stati progettati in un'altra epoca, quando nessuno poteva immaginare le condizioni climatiche che viviamo oggi. Continuare a intervenire soltanto quando gli impianti si guastano o consentendo di togliersi la giacca significa affrontare gli effetti senza risolvere le cause.»

Secondo Confintesa FP, è ormai indispensabile aprire una stagione di investimenti straordinari per adeguare il patrimonio immobiliare pubblico alle nuove condizioni climatiche: riqualificazione energetica, sostituzione degli impianti di climatizzazione obsoleti, manutenzione programmata e criteri progettuali che tengano conto del cambiamento climatico.

«Gli uffici si raffrescano con gli investimenti, non con il dress code», prosegue Ratti. «Ben venga ogni misura che allevia il disagio dei lavoratori, ma non possiamo considerare normale che nel 2026 si continui a lavorare in uffici dove le temperature diventano incompatibili con la salute e con lo svolgimento di un servizio pubblico efficiente.»

Il sindacato richiama inoltre l'attenzione sulla necessità di utilizzare con maggiore flessibilità gli strumenti organizzativi già disponibili.

«Quando le condizioni ambientali compromettono la salute dei lavoratori, il lavoro agile non deve essere vissuto come una concessione, ma come uno strumento organizzativo di tutela, capace di garantire contemporaneamente la sicurezza del personale e la continuità dei servizi ai cittadini», sottolinea il Segretario Generale.

Per Confintesa FP il caso del Tribunale di Busto Arsizio rappresenta soltanto l'esempio più evidente di una criticità destinata a ripresentarsi in numerose amministrazioni se non verranno adottate politiche strutturali.

«Non possiamo continuare a rincorrere le emergenze ogni estate. Occorre una strategia nazionale che metta al centro la salute delle persone, la sicurezza degli ambienti di lavoro e la qualità dei servizi pubblici. Perché un'amministrazione moderna non si misura dall'eleganza dell'abbigliamento dei propri dipendenti, ma dalla capacità di garantire loro condizioni di lavoro dignitose, sicure e adeguate ai tempi che stiamo vivendo.»

Confintesa FP annuncia che continuerà a monitorare le situazioni di maggiore criticità sul territorio nazionale, chiedendo alle amministrazioni competenti interventi tempestivi ogni volta che le condizioni microclimatiche degli uffici dovessero mettere a rischio la salute dei lavoratori e il regolare funzionamento dei servizi pubblici.

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