INPS: valutazione, organici, Syllabus. Confintesa FP incalza su metodo e merito
La riunione convocata per martedì 16 luglio, in origine dedicata all’esame del secondo pilastro del Contratto Collettivo Integrativo – ovvero il sistema delle indennità per le Posizioni Organizzative e per i Particolari compiti – ha subìto un radicale cambiamento nell’ordine del giorno. A sorpresa, al centro del confronto sono finiti tre temi complessi e delicati: la valutazione individuale, la piattaforma formativa “Syllabus” e la nuova determinazione degli organici. La contrattazione vera e propria è stata rinviata a oggi giovedì 17 luglio.
Valutazione: serve un confronto vero
L’Amministrazione ha presentato un documento di dettaglio sul nuovo Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance individuale (SMVPi), in attuazione della delibera 154/2024 del Consiglio di Amministrazione. Una scelta unilaterale che, ancora una volta, marginalizza il ruolo del sindacato. Confintesa FP ha ricordato di non aver mai sottoscritto il Contratto Integrativo biennale 2020/2021, che per primo ha introdotto l’attuale impianto valutativo (le famigerate “skede con la K”), a differenza di chi oggi contesta un sistema che ha avallato negli anni.
L’obiettivo di Confintesa FP, ribadito in sede nazionale, resta chiaro: realizzare nel triennio 2022-2024 un numero di passaggi verticali ed economici tale da coinvolgere tutto il personale, pur con le difficoltà legate al nuovo ordinamento professionale. Anche per questo, il nostro sindacato ha formulato precise richieste:
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verifica della distribuzione dei punteggi, per evitare forzature o appiattimenti;
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obbligatorietà del colloquio bonario nella prima fase di contestazione della valutazione;
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verbalizzazione del riesame con spazio alle osservazioni del valutato;
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Commissioni di riesame autonome, prive di membri vicini al valutatore.
Il documento prevede un nuovo schema di giudizi sintetici (75, 85, 100, 110, 120 punti) al posto dei precedenti sette valori numerici. Confintesa FP auspica un miglioramento concreto del sistema, purché realmente condiviso.
Syllabus: obblighi mal comunicati e ansia inutile
Il secondo tema ha riguardato la piattaforma “Syllabus”, imposta ai dipendenti con modalità frettolose e pressanti, senza alcuna informativa sindacale. La direttiva Zangrillo del gennaio scorso prevede 40 ore obbligatorie di formazione per il personale delle PA. Ma le modalità adottate dall’INPS – tra inviti perentori e minacce implicite di impatto sugli incentivi – hanno generato disorientamento e proteste.
Confintesa FP ha chiesto chiarimenti alle Risorse Umane e alla Direzione Centrale Formazione, ottenendo la rassicurazione che le 40 ore si intendono raggiungibili anche con l’offerta formativa dell’Istituto, senza conseguenze disciplinari o economiche. Il sindacato ha ribadito che la formazione è un elemento di crescita professionale, non un vincolo punitivo, e che va valorizzata nella progressione di carriera, al pari dei titoli e dell’esperienza.
Organici: tagli orizzontali, segnali sbagliati
Infine, si è parlato – o meglio, accennato – al tema degli organici, o meglio dei fabbisogni di personale, che oggi sono determinati non dai carichi di lavoro, ma dalla sostenibilità della spesa. Confintesa FP ha denunciato ancora una volta un approccio miope: l’aumento delle retribuzioni è accompagnato dal taglio degli organici, in nome dell’invarianza di bilancio. Una logica che già si è vista con la riduzione dello straordinario, reso più costoso.
Il sindacato ha chiesto conto anche del decreto congiunto Lavoro/MEF previsto dalla legge di bilancio, che dovrebbe destinare all’INPS una quota delle somme recuperate con l’attività ispettiva. Una risorsa aggiuntiva, che però sembra sparita nel nulla.
Particolarmente grave il taglio operato nella Quarta Area, che scende da 100 a 88 unità. Un segnale negativo, anche simbolico, nei confronti del personale più qualificato e delle nuove leve, che aspettano occasioni concrete di crescita e valorizzazione.
Confintesa FP ha contestato l’intero impianto e ha chiesto un’inversione di rotta: non si può fare reputazione esterna ignorando quella interna. E la reputazione dell’Istituto si costruisce anche – e soprattutto – riconoscendo il valore delle persone che ogni giorno lo fanno funzionare.

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