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Entrate | Banca ore, facciamo chiarezza: le polemiche passano, i documenti restano

Confintesa FP richiama le ragioni della mancata firma dell’accordo del 25 novembre 2025: le criticità emerse nella gestione della banca delle ore confermano i rilievi già messi a verbale dalla Federazione

Tra criticità, preoccupazioni dei lavoratori e polemiche sindacali, a quasi un anno dall’accordo sul limite annuo dello straordinario e sulla banca delle ore emergono con sempre maggiore evidenza i problemi che Confintesa FP aveva già denunciato il 25 novembre 2025, scegliendo di non sottoscrivere l’intesa definitiva e mettendo nero su bianco le proprie motivazioni nella dichiarazione a verbale prot. 123.
La nostra è stata una scelta ragionata e motivata, maturata dopo un’attenta valutazione delle ricadute concrete dell’accordo sull’organizzazione del lavoro, anche alla luce delle considerazioni raccolte tra i lavoratori.
La Federazione aveva infatti valutato positivamente l’innalzamento a 350 ore annue del limite individuale dello straordinario, ma ritenuto non condivisibile la rigidità del tetto nazionale di 80 ore per la banca delle ore, sostenendo che dovesse rappresentare una soglia minima e lasciare alla contrattazione integrativa di sede maggiori margini per rispondere alle effettive esigenze dei lavoratori e degli uffici.
I fatti hanno confermato quella valutazione. L'applicazione dell'accordo è arrivata soltanto mesi dopo la sottoscrizione, a seguito di una nota di chiarimento che ha chiarito molto, tranne ciò che avrebbe dovuto, e oggi le criticità denunciate allora sono sotto gli occhi di tutti: un sistema rigido e burocratizzato, fatto di vincoli, autorizzazioni e procedure che complicano, anziché agevolare, la gestione della banca delle ore.
Confintesa FP non cerca primati né polemiche tra organizzazioni sindacali, ma quando nelle prese di posizione di questi giorni viene accomunata a chi l'accordo lo ha firmato, ritiene doveroso ristabilire la verità, perché il confronto sindacale è legittimo solo se i fatti vengono raccontati per quello che sono.
Non sottoscrivere un accordo perché non si è ammessi al tavolo, in conseguenza della mancata firma del CCNL Funzioni Centrali, è cosa ben diversa dal sedere a quel tavolo con pieno titolo per firmare e decidere consapevolmente di non farlo: nel primo caso la mancata firma discende dall'assenza, nel secondo da una scelta consapevole, motivata e assunta davanti ai lavoratori.
Non sappiamo che cosa avrebbero deciso altri se fossero stati presenti; sappiamo quale posizione ha assunto Confintesa FP, e gli atti lo dimostrano.
Quando la Federazione ha sollevato queste criticità non sono mancate critiche e contestazioni, ma oggi i fatti parlano più di qualsiasi polemica, e non è a chi cerca visibilità che intendiamo rispondere, bensì ai lavoratori, i nostri unici veri interlocutori, ai quali chiediamo di informarsi, di leggere gli atti e di non fermarsi alle ricostruzioni di parte, certi che sappiano distinguere gli slogan dai fatti e valutare con la propria testa la coerenza di chi li rappresenta.
A chi cerca un sindacato che studia gli accordi prima di firmarli, che sa dire di no quando un testo non tutela abbastanza il personale e che di ogni scelta lascia traccia scritta, Confintesa FP offre esattamente questo, e continuerà a farlo assumendo posizioni chiare e motivate, senza rincorrere i consensi o le convenienze del momento.
La trasparenza non si proclama: si pratica.

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