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Confintesa FP INPS: anomalie, formazione e performance sotto la lente

Pochi giorni prima dell’ultima seduta di trattativa per l’Integrativo 2025, quella che ha portato alla storica “monofirma”, Confintesa FP Inps aveva già messo nero su bianco le proprie perplessità, contestando al Direttore Generale alcune evidenti anomalie.

Le prime riguardavano la gestione sotterranea degli interpelli per le Posizioni Organizzative, con procedure poco trasparenti e risultati ignoti, in particolare per il cosiddetto “Ciro il Grande”. A seguire, le procedure di “famigliarizzazione” per i nuovi informatici, che di fatto avrebbero dovuto traghettare verso il vecchio profilo specialistico, ma sfuggite a ogni controllo – anche sindacale – sia al centro che sui territori.

Confintesa FP aveva già allora sollevato forti dubbi anche sulla gestione della “Direttiva Zangrillo 40 ore” per la formazione e sulla piattaforma Syllabus. Da qui la richiesta alla Delegazione trattante di riavviare il confronto, sia a livello nazionale – con particolare riferimento anche allo smaltimento delle ferie arretrate – sia tramite la convocazione dell’OPI (Organismo Paritetico per l’Innovazione), che l’Amministrazione mostra di non gradire.

Proprio in seno all’OPI, per Confintesa FP sarebbe urgente un’analisi dei dati sulla performance (luglio 2025). Gli indicatori parlano chiaro: sei Regioni in difficoltà per la produttività (Lazio, Basilicata, Campania, Lombardia, Sardegna e Calabria) e altre quattro sotto la media nazionale (Marche, Sicilia, Toscana e DCM Napoli). Non va meglio per il deflusso, dove Lazio, DCM Roma e Sardegna registrano valori critici.

“Non ci stupisce che qualche Direttore, regionale o metropolitano, eviti di convocare il sindacato per illustrare la situazione – afferma il coordinatore nazionale Michele Di Lullo – forse troppo impegnato in altre attività.”

LEGGI LA RICHIESTA ALL'AMMINISTRAZIONE

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