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Contrattazione 2025: per Confintesa FP INPS una conclusione inaccettabile

Abbiamo atteso qualche giorno per dire la nostra sull’affrettata conclusione della contrattazione integrativa per la ripartizione delle risorse del Fondo per l’anno in corso. Com’è noto insieme a Confsal-Unsa e a FLP abbiamo chiesto alla Delegazione trattante una pausa di riflessione, una sorta di stop&go per riprendere le trattative e ricercare, coerentemente con le scelte delle nostre Federazioni, una condivisione con tutte le Organizzazioni sottoscrittrici del vigente CCNL. Eravamo non a un miglio, ma molto più vicini a una conclusione unitaria, con posizioni talvolta distinte ma non troppo distanti dal raggiungere un risultato soddisfacente per tutti i Lavoratori dell’Istituto, sicuramente più soddisfacente di quello raggiunto con la mono-firma.

L’accelerazione data dall’amministrazione all’iter di certificazione del Contratto integrativo e l’entusiasmo della Cisl, a nostro parere fuori luogo, impediscono una ripresa del dialogo.

L’amministrazione, oltre a godere dell’ulteriore frammentazione del fronte sindacale, con molta probabilità ha la testa altrove. C’è la riorganizzazione fantasma che ci attende e, soprattutto, inizieranno le manovre sul riposizionamento della Dirigenza di 1^ fascia, con la quasi totalità dei Dirigenti Generali con gli incarichi in scadenza.

E non sono questioni lontane dai posti di lavoro.

Ci attende un autunno caldo, ne abbiamo scritto e parlato anche con le sigle non sottoscrittrici del CCNL, con lo scopo di mantenere un dialogo aperto.

Entrando nel merito, la possibilità di poter definire un numero di Differenziali da destinare a tutto il personale finora escluso muoveva su due direttrici: o ampliare la platea dei partecipanti e armonizzare i punteggi per non sfavorire quel personale, oppure avere una deroga al limite del 50% dei destinatari, imposto dalle norme.

L’intervento dei Vertici dell’Istituto non ha dato i risultati attesi, con ciò, lasciando come sola possibilità di recupero, per il personale escluso dai Differenziali, la destinazione di una maggiorazione dell’incentivo, come peraltro già previsto nel 2022 per il personale escluso dalle PEO (i passaggi economici orizzontali del vecchio Ordinamento professionale). Le aliquote proposte dall’amministrazione sono, a nostro parere, inadeguate al recupero e aleatorie.

Circa i criteri Confintesa FP (sempre contraria alle skede) nel tentativo di attenuare il peso della valutazione discrezionale, incontrollata della dirigenza, ne aveva proposto un ridimensionamento da 42 a 40 punti (il minimo previsto dal CCNL 9.5.2022, firmato da tutte le OO.SS.) e l’esclusione del punteggio minore tra le tre annualità.

Non accolta la nostra seconda proposta, per la prima abbiamo assistito al gioco delle tre carte con l’amministrazione intenta a cambiare ancora una volta il contro-valore di schede già definitive e senza più possibilità di contestazione.

Poi il balletto sul valore dei titoli di studio e dell’anzianità.

Risorse. Si incrementano di € 31,3 milioni quelle destinate alle performance ordinaria, speciale e locale, destinate a tutto il personale. Bene, ma ciò per effetto del CCNL firmato anche da Confintesa FP, non certo per merito di chi ha sottoscritto l’integrativo Inps.

Esplode il costo delle indennità per le Posizioni Organizzative: + 21%, + 5,6 milioni di €.

Tutte somme aggiuntive rispetto all’adeguamento già previsto dal CCNL.

Restano invariate le altre voci di spesa (TEP, TEPI, Particolari Compiti), scende invece di un terzo (da 10,9 a 7,6 milioni di €) l’impegno per i Differenziali.

Indennità. Abbiamo detto dell’esplosione della spesa e della necessità di riportarne il costo, almeno in parte, tra quelli del bilancio dell’amministrazione e non a carico del Fondo. Ma ciò necessita di interventi legislativi. Intanto avendo previsto l’organico della 4^ Area delle EP, per Confintesa FP insufficiente, si poteva, si potrebbe accelerare sulle procedure di selezione per l’ingresso del personale nella nuova Area, con trattamenti economici a carico dell’amministrazione e liberando, così, parte delle risorse del Fondo.

Fatta la premessa sui costi che dovrebbero essere a carico del bilancio Inps, bene l’adeguamento dei Particolari compiti per il Contenzioso, i  Sanitari e gli Informatici (ma per questi ultimi attendiamo anche un confronto per le posizioni di Capo Progetto EAD).

Avevamo chiesto un’aliquota più alta (30%) di maggiorazione per il front office, non aderendo l’amministrazione alla proposta di individuare una misura fissa e distinguibile.

Restano alcune singole posizioni indennizzate che lasciano da anni molte perplessità (lucidisti, fotografi e analisti amministrativi scelti non si sa come…) mentre non se ne ricomprendono altre riconoscibili (es. Segretari dei Comitati Regionali/Provinciali, Commissioni CISOA, con delibere firmate). E che dire degli Ispettori? Abbiamo più volte citato il comma 150 della Finanziaria come ipotetica, parziale via di uscita dal blocco del Fondo, se e come i nostri Vertici riusciranno a interpretare (e far digerire) la norma.

Che fa l’amministrazione? Diversamente da quanto proposto da Confintesa FP non adegua l’indennità di quei Funzionari che dovrebbero accertare sanzioni (etc..) auspicandone poi l’incasso.

Caso a parte la questione delle assunzioni e del cambio Famiglia verso quella Ispettiva che, speriamo, non desti scandalo come il recente passaggio alla Famiglia degli Informatici per il quali attendiamo ancora, non da soli, spiegazioni dall’amministrazione.

Ribadiamo: contestiamo un’amministrazione che poteva, doveva fare di più e che, invece, ostinandosi su alcune posizioni ha dimostrato di non volere la massima condivisione sul Contratto.

Restano questioni enormi che, se l’andazzo è questo, ci proietteranno in una stagione conflittuale.

Drammatica è la carenza di personale con assunzioni (n.b. e mobilità nazionale) che si sono allontanate per effetto delle nuove interpretazioni restrittive sui fabbisogni e per le autorizzazioni, nonostante l’incremento dei carichi di lavoro e delle responsabilità che ricadono sui Funzionari dell’Istituto.

Risorse assolutamente insufficienti, Fondo bloccato da quasi 10 anni. Come detto, avevamo voluto credere (dopo le dichiarazioni dei nostri massimi Vertici) che il comma 150 fosse un grimaldello atto alla sua forzatura. Ciò non tanto per i previsti 1,5 milioni di euro già destinati al welfare (e non sappiamo cosa ne farà l’amministrazione non rientrando nel Fondo benefici assistenziali) quanto per l’importo individuato dal Lavoro (Ministero che, sappiamo, ha già tutti i dati per decretare) e a disposizione di INPS per il “ .. potenziamento della capacità amministrativa ..”. Quale migliore traduzione se non in risorse per il miglioramento costante dei servizi all’utenza e la presenza di INPS sul territorio.

Resta poi la sordità sullo sviluppo della 4^ Area delle Elevate Professionalità che, insistiamo testardamente, è riconoscimento al personale e recupero di risorse.

A queste situazioni “pesanti” aggiungiamo un richiamo alla ridicola situazione della formazione obbligatoria (Syllabus&Co.), ci chiediamo e chiediamo se, considerati i “tempi”, non sia il caso di dimezzare il numero di ore e di spostare alla primavera del 2026 il godimento delle ferie residue 2024.

Buona estate.

Michele Di Lullo - COORDINATORE NAZIONALE INPS

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