CCNL Funzioni Centrali 2025-2027, Confintesa FP firma il rinnovo: per la prima volta il contratto arriva nel suo triennio di validità
La Federazione rivendica un risultato storico per la contrattazione pubblica: stop ai rinnovi "fuori tempo massimo". Ora la sfida si sposta sull'esigibilità dei diritti contrattuali, sul finanziamento delle prestazioni accessorie e su un comparto realmente unitario, con trattamenti più equi tra tutte le amministrazioni
Con la sottoscrizione definitiva del 6 agosto 2026 si chiude il percorso avviato circa un anno fa, e per la prima volta nella storia della contrattazione collettiva il rinnovo del comparto delle Funzioni Centrali viene firmato mentre il triennio di riferimento è ancora in corso, senza quel distacco di anni dalla scadenza che in passato ha trasformato ogni rinnovo in un recupero tardivo di ciò che era già dovuto.
Non dimentichiamo il decennio perduto, perché dopo il rinnovo economico del biennio 2008-2009 la contrattazione fu sospesa per legge e il comparto dovette attendere il febbraio del 2018 per rivedere un contratto. La Corte costituzionale dichiarò illegittimo quel blocco, ma con effetti rivolti soltanto al futuro, e quegli anni non furono mai recuperati da alcun rinnovo successivo, restando una perdita definitiva incisa nelle retribuzioni di chi lavorava allora e di chi lavora oggi.
Confintesa FP rivendica questo risultato perché la tempestività non è un dettaglio procedurale ma la condizione che consente al personale di percepire l'aumento mentre il contratto è vigente.
Questo risultato non nasce oggi e non nasce da solo, perché è il punto di arrivo di una linea tenuta con coerenza attraverso i rinnovi che lo hanno preceduto, dal contratto del triennio 2016-2018 sottoscritto nel febbraio del 2018, a quello del triennio 2019-2021 firmato nel maggio del 2022, fino al contratto del triennio 2022-2024 sottoscritto nel gennaio del 2025, che ha reso possibile aprire immediatamente il negoziato per il triennio successivo, restituendo alla contrattazione quella continuità senza la quale il rinnovo di oggi non sarebbe stato nemmeno pensabile.
È fin troppo agevole sottrarsi alla firma, o decidere a firme alterne, coltivare il dissenso parlando alla pancia di chi lavora, perché il rifiuto non costa nulla a chi lo pronuncia e lascia intatte le condizioni che si dice di voler cambiare, mentre costruire un percorso e difendere i contratti sottoscritti, nelle Amministrazioni oltre che presso i lavoratori, è un lavoro di anni che, se non produce applausi immediati, consente stipendi più alti e progressivi miglioramenti.
La firma non chiude la partita, la sposta
Confintesa FP chiede che si apra da subito una riflessione sul finanziamento delle prestazioni necessarie a garantire la continuità dei servizi, dal lavoro straordinario ai turni alla reperibilità, perché finché il pagamento di questi accessori continuerà a gravare sulle stesse risorse destinate alle progressioni economiche e alla performance, ogni riconoscimento del merito resterà una sottrazione ad altri e la contrattazione integrativa continuerà a distribuire scarsità anziché valore.
Confintesa FP considera inoltre prioritario che si arrivi finalmente a strumenti capaci di assicurare che le norme contrattuali siano applicate nei tempi previsti e non rimesse alla buona volontà o alla lentezza delle singole amministrazioni, perché oggi il contratto sottoscritto vive di adempimenti che ciascuna amministrazione realizza secondo tempi propri, senza che l'inerzia o la disapplicazione comportino conseguenze effettive, e al lavoratore che ne subisce le conseguenze non resta che la via del contenzioso individuale, con costi e tempi che di fatto scoraggiano l'esercizio del diritto e trasformano una previsione contrattuale certa in un beneficio eventuale.
Confintesa FP guarda a un orizzonte più ambizioso, quello di un contratto di comparto realmente unitario, nel quale le differenze di trattamento tra le amministrazioni siano giustificate dalle effettive peculiarità delle funzioni svolte e non dal sedimentarsi di posizioni storiche che nessuno ha più il coraggio di rimettere in discussione, perché a parità di area, di responsabilità e di impegno il personale delle Funzioni Centrali svolge un unico servizio pubblico e la contrattazione dovrebbe riconoscerlo, riallineando verso l'alto ciò che oggi resta indietro anziché lasciare che le distanze si consolidino nel tempo.
Sono i terreni su cui questa organizzazione misurerà il tempo che viene, perché i diritti retributivi vivono di esigibilità e non di promesse.
Per il momento godiamoci lo storico risultato e da settembre ripartiamo da qui.

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