Festa del papà: il valore dei diritti nella genitorialità

Non solo una ricorrenza, ma il segno di un cambiamento culturale e normativo che mette al centro il ruolo dei padri nella società e nel lavoro

Il 19 marzo non è soltanto un momento simbolico. È l’occasione per riflettere su come il ruolo paterno stia evolvendo, anche grazie a un sistema di tutele che, negli ultimi anni, ha iniziato a riconoscere concretamente il valore della presenza dei padri nella vita familiare.

Se per lungo tempo la genitorialità è stata considerata prevalentemente una responsabilità materna, oggi il quadro normativo e contrattuale si muove – seppur con margini di miglioramento – verso un modello più equilibrato e condiviso.

Confintesa FP, in questa giornata, richiama l’attenzione su alcuni strumenti fondamentali che rendono possibile questo cambiamento.

Il congedo di paternità obbligatorio

Oggi ai padri lavoratori spettano 10 giorni di congedo obbligatorio, retribuiti al 100%, da fruire nei due mesi precedenti o entro i cinque mesi successivi alla nascita del figlio.
Si tratta di un diritto autonomo rispetto al congedo della madre, che segna un passaggio importante verso il riconoscimento della paternità come responsabilità attiva e non accessoria.
(Art. 27-bis, D.Lgs. 151/2001)

Il valore della contrattazione: la clausola di favore del CCNL

Un elemento particolarmente significativo è rappresentato dal contratto collettivo delle Funzioni Centrali, che prevede una tutela migliorativa rispetto alla normativa generale.
I primi 30 giorni di congedo parentale sono infatti retribuiti al 100%, anziché al 30% previsto dalla legge.

È la dimostrazione concreta di come la contrattazione collettiva possa incidere positivamente sulla qualità della vita dei lavoratori, rafforzando il principio di equità tra madri e padri.
(Art. 28, comma 3, CCNL 9 maggio 2022)

Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025

Ulteriori passi avanti sono stati compiuti con le recenti modifiche normative: per i figli nati dal 2025, fino a tre mesi di congedo parentale sono indennizzati all’80%, entro i sei anni di vita del bambino.

Inoltre, viene introdotto un meccanismo premiale: se il padre utilizza almeno tre mesi di congedo, il periodo complessivo a disposizione della famiglia aumenta da 10 a 11 mesi.

Una misura che va nella direzione di incentivare una reale condivisione delle responsabilità genitoriali.
(Legge di Bilancio 2025)

Permessi per malattia del figlio

Il sistema di tutele prevede anche specifiche garanzie nei momenti di maggiore fragilità familiare.
Fino ai tre anni del bambino, i genitori possono usufruire di 30 giorni annui retribuiti al 100%; dai tre agli otto anni sono previsti 5 giorni annui per ciascun genitore, non retribuiti ma coperti da contribuzione figurativa.
(Art. 47, D.Lgs. 151/2001)

Lavoro agile e genitorialità

Un ulteriore tassello è rappresentato dal diritto di priorità nell’accesso al lavoro agile per i genitori con figli fino a 12 anni, ove compatibile con le mansioni svolte.

Si tratta di uno strumento fondamentale per favorire la conciliazione tra vita professionale e familiare, soprattutto nel contesto del lavoro pubblico.
(Art. 18, comma 3-bis, L. 81/2017, come modificata dal D.Lgs. 105/2022)


Un percorso ancora aperto

Nonostante i progressi, resta ancora molto da fare per raggiungere una piena parità nella distribuzione dei carichi di cura e per superare definitivamente modelli organizzativi che non tengono conto delle esigenze familiari.

Confintesa FP continuerà a lavorare affinché i diritti dei padri non restino enunciati sulla carta, ma diventino strumenti concreti e pienamente esigibili in ogni amministrazione.

Perché la paternità non si celebra soltanto: si riconosce, si tutela, si rende possibile.

Claudia Ratti
Confintesa Funzione Pubblica
19 marzo 2026

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