CCNL Funzioni Centrali: UIL firma in silenzio un contratto identico. Nessun passo avanti per i lavoratori
Dopo mesi di dichiarazioni e promesse di rivedere il testo, la UIL ha sottoscritto il medesimo contratto firmato a gennaio dalle altre sigle. Confintesa FP: «Dovevano difendere i lavoratori, non giocare a tatticismi sul rinnovo»
Roma, 4 novembre 2025 - In gran silenzio, senza un comunicato, senza una spiegazione, senza nemmeno la coerenza di dire “ci siamo sbagliati”, la UIL PA ha firmato oggi il CCNL del comparto Funzioni Centrali.
Sì, proprio quel contratto che a gennaio definiva “inaccettabile”, “da riscrivere”, “privo di risposte ai bisogni reali dei lavoratori”. Non è cambiato nulla. Nemmeno una virgola.
Il verbale dell’ARAN parla chiaro: sono entrati, hanno firmato, sono usciti. Nessuna trattativa, nessun risultato, nessuna vittoria da rivendicare.
Solo una firma tardiva, fatta di nascosto, a luci spente.
Come nei film, quando il personaggio rientra in scena solo per non scomparire dai titoli di coda.
Eppure, tutti ricordiamo bene la campagna di gennaio.
Sì, perché eravamo in piena campagna elettorale per le RSU.
La UIL aveva scelto una strategia precisa: alimentare il dissenso, cavalcare il malcontento, dire ai lavoratori che non si poteva firmare “un contratto così”.
Non per ottenere di più, ma per raccogliere voti.
Era tattica, non convinzione. Calcolo, non coerenza.
Mentre Confintesa FP lavorava ai tavoli per chiudere il contratto e portare nelle buste paga aumenti certi, altri sceglievano la passerella mediatica.
Hanno agitato parole d’ordine, acceso polemiche, promesso battaglie infinite.
E alla fine, quando i riflettori si sono spenti, sono tornati all’ARAN. In silenzio.
A firmare lo stesso identico contratto.
C’è chi usa i lavoratori per fare campagna, e chi lavora per i lavoratori.
Noi abbiamo scelto la seconda via.
Abbiamo firmato subito, con trasparenza, con responsabilità, perché non si gioca sulla pelle delle persone che rappresentiamo.
Confintesa FP non cambia posizione a seconda del vento.
Non firma per opportunismo, non tace per convenienza.
Noi diciamo la verità ai lavoratori anche quando non è popolare, e per questo oggi siamo credibili.
Chi firma per primo lo fa per convinzione.
Chi firma per ultimo, dopo mesi di accuse e teatro, lo fa solo per non restare fuori dai tavoli di contrattazione per una norma che loro stessi hanno voluto e che poi hanno rinnegato.
Ma i lavoratori non dimenticano: la coerenza non si finge.
E se qualcuno ha scelto di usare la fiducia dei dipendenti pubblici come strumento elettorale, sarà il tempo — e la memoria di chi lavora davvero — a presentare il conto.
Confintesa FP resta dove è sempre stata: dalla parte di chi lavora, non di chi recita.

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