Intelligenza artificiale nella PA, il nodo che AgID non scioglie: senza tutele preventive i lavoratori restano fuori
Confintesa FP interviene nella consultazione pubblica sulle Linee Guida AgID e chiede regole vincolanti su informazione sindacale, formazione, trasparenza algoritmica e limiti all’uso dei dati dei dipendenti
La trasformazione digitale della pubblica amministrazione non può essere costruita ignorando chi, quella trasformazione, dovrà applicarla ogni giorno negli uffici. È da questo punto che muove l’intervento di Confintesa FP nella consultazione pubblica avviata da AgID con la Determinazione n. 43 del 10 marzo 2026 sulle Linee Guida per lo sviluppo e il procurement dei sistemi di intelligenza artificiale nella PA. La consultazione è stata aperta dal 12 marzo all’11 aprile 2026 e riguarda due testi destinati a orientare in modo vincolante le amministrazioni nell’adozione dell’IA.
Il nostro sindacato individua una lacuna precisa: nei documenti in consultazione manca quasi del tutto la dimensione lavoristica. In altre parole, le bozze affrontano aspetti tecnici, organizzativi e di procurement, ma non chiariscono quando l’introduzione di un sistema di IA debba far scattare informazione e confronto sindacale, né fissano garanzie esplicite per i lavoratori coinvolti dagli effetti di questi strumenti. Secondo Confintesa FP, è proprio qui che si apre uno spazio di discrezionalità pericoloso: le amministrazioni potrebbero introdurre sistemi capaci di incidere su mansioni, carichi di lavoro, formazione e valutazione della prestazione senza un preventivo passaggio relazionale con le organizzazioni sindacali. Questa impostazione è particolarmente rilevante perché le Linee Guida AgID sono adottate ai sensi dell’art. 71 del Codice dell’Amministrazione Digitale e costituiscono il quadro di riferimento per le PA.
La questione non è astratta. Il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale impone già obblighi specifici in materia di alfabetizzazione del personale e, per i sistemi ad alto rischio utilizzati sul luogo di lavoro, prevede informazione verso i rappresentanti dei lavoratori e i lavoratori interessati prima della messa in servizio. Lo stesso quadro europeo riconosce inoltre che i sistemi impiegati nella gestione del personale possono avere un impatto significativo sulle prospettive professionali e sui diritti dei lavoratori.
A questo si aggiunge il fronte della trasparenza e del controllo automatizzato. Le regole italiane sul lavoro trasparente richiamano obblighi informativi specifici quando vengono utilizzati sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati nel rapporto di lavoro, e le circolari ministeriali hanno chiarito che tali obblighi si applicano anche agli strumenti integrati nei dispositivi usati dal lavoratore per rendere la prestazione. Per Confintesa FP, dunque, le Linee Guida AgID non possono eludere il tema dei dati comportamentali, dei log, delle metriche individuali e del rischio che strumenti nati per il monitoraggio tecnico diventino, di fatto, meccanismi di valutazione o controllo della prestazione.
Nelle osservazioni trasmesse ad AgID, Confintesa FP chiede quindi un cambio di impostazione netto: l’informazione sindacale non deve restare una possibilità eventuale o una buona pratica rimessa alla sensibilità dei singoli dirigenti, ma deve diventare una condizione verificabile prima della messa in produzione dei sistemi di IA. La richiesta si articola in otto punti: inserimento di tutele lavoristiche nel ciclo di vita dei sistemi, limiti all’uso dei dati dei dipendenti, salvaguardie contro il demansionamento di fatto, formazione obbligatoria del personale, trasparenza algoritmica nelle decisioni che incidono sul rapporto di lavoro, clausole sociali nei capitolati di gara, accessibilità degli strumenti interni e attivazione di un presidio paritetico permanente sull’impatto dell’IA nell’organizzazione del lavoro. Le osservazioni, come riferito nella documentazione della consultazione pubblica, sono state anche pubblicate sulla piattaforma Forum Italia.
Il messaggio politico-sindacale è chiaro: l’innovazione non viene contestata, ma va governata. Senza regole preventive, l’intelligenza artificiale rischia di entrare negli uffici pubblici come fattore di opacità organizzativa, di squilibrio nelle relazioni di lavoro e di compressione dei diritti. Con regole chiare, formazione adeguata e coinvolgimento dei lavoratori, può invece diventare uno strumento utile, sostenibile e più efficace anche per la qualità dei servizi resi ai cittadini.
Per Confintesa FP, il punto non è rallentare la modernizzazione della PA, ma evitare che la modernizzazione venga scaricata sui dipendenti senza garanzie. Perché un sistema di intelligenza artificiale può anche essere tecnicamente avanzato, ma se non è governato con trasparenza e partecipazione rischia di essere, semplicemente, un’innovazione contro il lavoro.

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