CCNL Funzioni Centrali: Confintesa FP in ARAN, “no a un contratto che non migliora davvero”

Dallo smart working alla mobilità, fino ai diritti legati alla legge 104: il Segretario Generale Ratti rilancia la linea di Confintesa FP e chiede un rinnovo che produca risultati concreti per i lavoratori


Nel corso dell’incontro odierno presso ARAN, il Segretario Generale di Confintesa FP Claudia Ratti ha portato al tavolo del rinnovo del CCNL Funzioni Centrali una posizione chiara: non basta rinnovare, serve migliorare.

Nel suo intervento, è stato innanzitutto rivendicato con coerenza il percorso già intrapreso. Confintesa FP aveva firmato convintamente il contratto del 2025, pur riconoscendone i limiti, perché rappresentava in quel momento il miglior equilibrio possibile. Un contratto che, seppur non “dei sogni”, aveva introdotto elementi migliorativi concreti rispetto al precedente, come il riconoscimento del buono pasto anche durante il lavoro agile.

Oggi, però, il punto è un altro. Un nuovo contratto che non introduca avanzamenti reali – neppure sul piano normativo – non può essere considerato accettabile. Il rischio, evidenziato con forza, è quello di sottoscrivere un accordo che, nella pratica, non cambia le condizioni dei lavoratori e continua a lasciare ampio margine di discrezionalità alle amministrazioni, spesso orientate a interpretare le norme secondo convenienza.

Tra i temi centrali affrontati, il lavoro agile occupa una posizione strategica. Non può essere considerato uno strumento emergenziale, da attivare solo nei momenti di crisi, ma deve diventare una modalità strutturale di organizzazione del lavoro. Confintesa FP chiede regole più incisive che ne favoriscano l’applicazione reale, tenendo conto delle esigenze personali, familiari e territoriali dei lavoratori, anche attraverso soluzioni come il co-working.

Altro nodo cruciale è quello dell’ordinamento professionale. L’esperienza degli ultimi anni ha mostrato criticità evidenti, a partire dalla compressione delle professionalità all’interno della terza area. L’assenza di una distinzione chiara tra ruoli e livelli, aggravata dal fatto che i profili professionali vengono definiti unilateralmente dalle amministrazioni, ha svuotato di efficacia la contrattazione. Per Confintesa FP è quindi indispensabile una revisione che restituisca equilibrio e coerenza al sistema.

Sul fronte della mobilità, la posizione è altrettanto netta. In un contesto di assunzioni massicce ma ancora insufficienti a colmare le carenze di organico, diventa fondamentale intervenire sulle regole. La proposta è concreta: prevedere che, prima di nuove immissioni, si attivino procedure di mobilità interna, superando rigidità come il vincolo quinquennale quando non rispondono più alle reali esigenze organizzative e personali.

Infine, è stato richiamato il tema dei diritti connessi alla legge Legge 104/1992, anche alla luce dei recenti orientamenti giurisprudenziali. La tutela delle situazioni di assistenza deve essere effettiva e non limitata da scelte discrezionali delle amministrazioni, garantendo pieno accesso alle opportunità disponibili.

Il messaggio conclusivo è chiaro: Confintesa FP è pronta al confronto, con spirito costruttivo e responsabilità, ma non accetterà un rinnovo che non produca miglioramenti tangibili. Perché il contratto collettivo deve essere uno strumento di progresso, non un semplice adempimento formale.

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