LEGGE 104 E DISABILITÀ: CONFINTESA FP LANCIA L'OSSERVATORIO SUI DIRITTI NEGATI NELLE FUNZIONI CENTRALI
Dopo la segnalazione formale al Garante Nazionale della Disabilità sulle prassi dell’Agenzia delle Entrate, il nostro sindacato avvia un monitoraggio strutturato su ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici per mappare le violazioni e contrastare la discriminazione derivante dal diniego o dal silenzio sugli accomodamenti ragionevoli previsti dalla Legge 104/1992
L'Italia è stata già condannata in sede internazionale per la mancata tutela dei caregiver familiari di persone con disabilità (Caso M.S.B. c. Italia, Comunicazione n. 3/2022, decisione del Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità del 26 agosto 2022).
Ma la realtà che emerge dai nostri uffici racconta un'altra violazione altrettanto grave: quella che colpisce direttamente i lavoratori con disabilità, ai quali viene negato il diritto costituzionale a un accomodamento ragionevole per poter lavorare con dignità.
Mentre il legislatore discute nuovi disegni di legge, le amministrazioni pubbliche continuano a ignorare le norme già vigenti.
Dopo aver documentato le prassi dell'Agenzia delle Entrate con una segnalazione formale al Garante Nazionale della Disabilità, contestualmente trasmessa al Ministro per le Disabilità On. Locatelli e al Dipartimento della Funzione Pubblica, Confintesa FP estende oggi questa azione di monitoraggio e tutela a tutto il Comparto Funzioni Centrali.
Non stiamo solo analizzando dei dati: stiamo dando voce a storie di ordinaria ingiustizia.
Dipendenti assegnati d'ufficio a centinaia di chilometri dal familiare con disabilità grave, nonostante la disponibilità di posti nelle sedi richieste. Lavoratori essi stessi portatori di handicap, unici caregiver di conviventi invalidi, lasciati per mesi nel silenzio dell'Amministrazione senza una risposta alle proprie istanze.
Questi casi dimostrano che il problema è sistemico. Le amministrazioni utilizzano il silenzio come scudo per non motivare i dinieghi, ignorano la disponibilità di posti vacanti e applicano protocolli interni polverosi per bloccare diritti soggettivi rafforzati. E lo fanno contro un orientamento giurisprudenziale ormai univoco: dalla Corte di Cassazione (sent. nn. 14307/2024 e 605/2025) alla Corte d'Appello di Milano (sent. n. 668/2025), dal Consiglio di Stato (sent. n. 9322/2024) al Tribunale di Firenze (18 aprile 2024), i giudici hanno ripetutamente qualificato il rifiuto di accomodamento ragionevole come discriminazione e imposto alle amministrazioni un onere motivazionale rafforzato.
Confintesa FP non accetta più questa inerzia.
Estendiamo la nostra azione a tutti i Ministeri, alle Agenzie Fiscali e agli Enti Pubblici non Economici.
La nostra missione è verificare la reale dimensione del fenomeno e obbligare le Amministrazioni a un bilanciamento trasparente tra organizzazione e vita umana.
La tua segnalazione è fondamentale.
Se sei un lavoratore con disabilità o un caregiver familiare e hai subito un silenzio prolungato su istanze ex art. 33, comma 5, della Legge 104/1992, un'assegnazione o un trasferimento in sedi incompatibili con le tue necessità di salute o assistenza, o il rifiuto di soluzioni organizzative alternative (accomodamenti ragionevoli)
👉 compila il modulo per la mappatura dei diritti negati
Tutte le segnalazioni saranno valutate. Per la presa in carico individuale del caso e l'avvio delle azioni di tutela sarà necessaria l'iscrizione a Confintesa FP.
Le informazioni raccolte — trattate nel pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali — integreranno la segnalazione al Garante Nazionale per documentare come l'inerzia amministrativa stia diventando una forma di discriminazione strutturale.
Confintesa FP lavora perché la tutela non sia solo un annuncio, ma un diritto agito.

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