BENI CULTURALI: RIORGANIZZARE UN SETTORE ALLA DERIVA

(ANSA) - ROMA, 11 GIU - ''Risorse per la tutela e la manutenzione'' di musei e siti archeologici e culturali; ''reinternalizzazione di servizi oggi oggetto di appalti selvaggi, sprechi e sfruttamento delle professionalita''', ma anche rispetto dei diritti contrattuali dei circa 20 mila lavoratori pubblici di musei, siti archeologici, archivi, biblioteche con ''riconoscimenti professionali, piu' formazione, piu' attenzione alle competenze''. I sindacati dei beni culturali scendono in campo per chiedere la riorganizzazione di un settore ''da troppi anni lasciato alla deriva'' e annunciano due giornate di mobilitazione in tutta Italia. Per ''rimettere al centro dell'attenzione i problemi del settore'' e ''chiedere soluzioni concrete per il rilancio''.
Indetta da sei sigle sindacali (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Flp, Unsa Confsal, Ugl- Intesa) la protesta prevede assemblee e iniziative nelle giornate del 24 giugno (archivi, biblioteche e musei) e del 28 giugno (siti archeologici e culturali). Lo stato di abbandono in cui versa il settore, spiegano, non dipende solo dalla scure dei tagli alle risorse, che pure mostra una ''sconcertante miopia dei governi nazionali e locali'', ma anche da una ''colossale disorganizzazione, in cui la mancanza di una visione strategica accompagnata dalla confusione di funzioni fra organi nazionali, soprintendenze e direzioni territoriali, impedisce ogni possibilita' di sviluppo''. Una paralisi a cui contribuisce, secondo i rappresentanti di lavoratori, ''lo scollamento fra gli aspetti economici della gestione dei servizi e l'investimento nelle professionalita'
che assicurano la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale: operatori, custodi, guide, restauratori''. (ANSA)
