PROGRESSIONI ECONOMICHE … “quota limitata” sinonimo di “50 per cento” ?!

Nota_Dfp_44366_2019

FLASH 2009 N 17 PROGRESSIONI ECONOMICHE

Ci risiamo, questa volta è il Dipartimento della Funzione pubblica ad intervenire (con nota prot. 44366/2019) chiarendo che la locuzione «una quota limitata», utilizzata dall’articolo 23, co. 2 Dlgs 150/2009 per il riconoscimento delle progressioni economiche, si intende una quota di personale interessato dalla procedura selettiva non maggioritaria (ovvero non superiore al 50 per cento).

Ricordiamo che il principio della «selettività» nelle progressioni economiche è stato introdotto dal decreto Brunetta (articolo 23, comma 2) che ha previsto che le progressioni economiche sono attribuite in modo selettivo in relazione allo sviluppo delle competenze professionali e ai risulti individuali e collettivi rilevati dal sistema di valutazione.

Principio ribadito nel Dlgs 165/2001 (articolo 52, comma 1-bis) ove si stabilisce che le progressioni all’interno dell’area avvengono secondo principi di selettività, in funzione delle qualità culturali e professionali, dell’attività svolta e dei risulti conseguiti.

Ma, attenzione, né il decreto Brunetta né il nuovo Ccnl hanno espressamente previsto percentuali “della quota limitata” e neppure definiscono il concetto di base di calcolo dei dipendenti (aventi diritto o tutti) e tra le Amministrazioni si sono diffuse interpretazioni non omogenee.

È dunque intervenuto il Ministero dell’Economia e delle Finanze che, con una circolare, ha sostenuto che per “quota limitata di dipendenti” deve intendersi quella corrispondente non oltre il 50 per cento degli aventi diritto ad accedere alla procedura.

Interpretazione confermata dal Dipartimento della Funzione pubblica con la nota prot.44366/2019.

Peccato che, ribadiamo, la percentuale non è stata definita né dai CCNL, né dalla Legge!

Abbiamo segnalato più volte che i Contratti Collettivi Integrativi risentono (troppo) spesso delle limitazioni che derivano da pareri e/o circolari di soggetti terzi la contrattazione.

Accettando queste limitazioni il potere negoziale delle parti ne esce indebolito anche per la parte pubblica.

Abbiamo ripetutamente chiesto che ciascuno svolga il suo ruolo senza oltrepassare i limiti, nel pieno rispetto delle leggi e degli accordi, senza eccedere il “potere” che deriva dalla propria funzione.

Il rispetto riteniamo sia sempre garanzia di giustizia e di equilibrio ma pare che non sia per tutti così.

A breve vi aggiorneremo sulle iniziative che intendiamo intraprendere.

Segretario Generale

(Claudia Ratti)

Rispondi al commento