Tredicesime più leggere per i lavoratori ed esuberi in arrivo

Di pochi euro ma in tempi grami come quelli che attraversiamo, possono essere anche importanti. La notizia, che è ruzzolata tra le altre notizie su molti giornali, non è altro che una presa d’atto di una situazione che va avanti da 3 anni almeno, ovvero da quando è scaduto l’ultimo Contratto di lavoro.

L’inflazione sale più degli “adeguamenti per la vacanza contrattuale” che abbiamo  percepito quindi il potere di acquisto degli stipendi cala.

Solo che con le tredicesime vicine fa notizia ma il nostro impoverimento non è solo a Natale, è costante da molti anni perché l’inflazione c’è sempre.

E cosi la Cgia (Associazione artigiani piccole imprese) di Mestre da la notizia che per noi è invece quotidianità e in questo assurdo mondo mediatico quello che è una sofferenza scontata e quotidiana e che non interessa a nessuno diventa di primo piano se un centro studi ne da la notizia. Il problema non esiste se non fa notizia.

 La seconda questione, forse la più rilevante, riguarda gli esuberi della PA.

Come al solito il dialogo con il ministro avviene tramite i giornali.

Dai giornali sappiamo quando verremo convocati, dai giornali veniamo a conoscenza dei numeri degli esuberi.

Siamo a conoscenza (dal sole 24 ore) che vi sono oltre seimila eccedenze da gestire entro il primo semestre del prossimo anno utilizzando tutti gli strumenti normativi che sono a disposizione: prepensionamenti, part-time, trasferimenti volontari.

Una volta esauriti questi mezzi si passerà alle procedure di «mobilità collettiva».

Questo è il quadro per i ministeri, gli enti di ricerca e gli enti pubblici non economici dalla ricognizione effettuata sulle dotazioni organiche in vista dei tagli previsti dalla spending review (dl 95/2012; articolo 2) che scadeva il 31 ottobre scorso.

Stando alle notizie che il ministro per la funzione pubblica da ai giornali, le eccedenze «post compensazioni» sarebbero 3.100 nei ministeri, cui si aggiungono 58 dirigenti di 1° e 2° fascia, mentre negli enti di ricerca i dipendenti in sovrannumero arriverebbero a quota 140.

Si tratta di numeri molto inferiori a quelli circolati al momento del varo della spending review, nel mese di luglio, la cui relazione tecnica ipotizzava.

La situazione è invece più critica per i due grandi enti previdenziali: Inail e Inps. Per il primo, che ha già effettuato il taglio del 10% previsto dalla legge 148 del 2011, i nuovi addetti in soprannumero sarebbero 900, di cui 259 effettivi, ovvero da gestire nella prospettiva della mobilità. Per l’Inps, che invece ha potuto sospendere il taglio del 10% previsto dalla legge dell’anno scorso in virtù dell’integrazione in corso di Inpdap ed Enpals, gli esuberi determinati dalla sola spending review sarebbero duemila (che raddoppiano a 4mila con gli altri tagli da effettuare al termine del piano di integrazione).

 Aggiorneremo sulle specifiche vicende degli esuberi nelle prossime settimane

Una Risposta a “Tredicesime più leggere per i lavoratori ed esuberi in arrivo

  • mario virili
    7 anni fa

    Il comunicato Istat relativo all’indice delle retribuzioni contrattuali al mese di settembre 2012 riferisce che il settore privato presenta incrementi, seppure con variazioni diverse, mentre per il settore delle telecomunicazioni e per quello dell’intero comparto della pubblica amministrazione non si registrano variazioni.
    Bisogna subito precisare che l’indice delle retribuzioni per il comparto della P.A. del mese di settembre 2012 è lo stesso registrato al mese di novembre dell’anno 2010 ( indice 115,2).
    Questo vuol dire che sono due anni che la retribuzione nel settore del Pubblico Impiego è rimasta la stessa.
    Alla luce della legge di stabilità è facile prevedere che almeno per altri due anni l’Istat non registrerà alcuna variazione dell’indice delle retribuzioni del P.I.
    Sappiamo tutti che questo generale raffreddamento delle dinamiche retributive del pubblico impiego è dovuto ad interventi legislativi.
    Però tali interventi non possono sospendere le garanzie costituzionali nel momento in cui il potere di acquisto dello stipendio non assicura più l’equilibrio tra prestazione e retribuzione.
    In altre parole, lavoriamo come prima, in termini quantitativi, ma siamo pagati di meno.
    Ed ora arriva pure la notizia che le nostre tredicesime saranno più leggere.
    Non sarebbe il caso di agire !!!