LA FUNZIONE PUBBLICA CONTINUA IL CONFRONTO SULLA SPENDING REVIEW

Oggi è ricominciato il tavolo di confronto con il Ministro per la Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, sull’attuazione delle norme per la Spending Review.

L’incontro aveva come scopo quello di dare risposte chiare alle modalità di attuazione inserendo delle procedure condivise e generali che poi fossero rispettate da tutte le Amministrazioni, in sede di attuazione, e che possano prevedere la partecipazione delle OO.SS. a garanzia di abusi o favoritismi.

Sopra tutto c’è l’interesse che questa attuazione sia la meno traumatica possibile per il personale e che preveda una risistemazione degli organici senza arrivare all’attuazione delle norme sulla mobilità previste dal d. lgs. 165/01.

Le garanzie del Ministro sono state quelle di assicurare un esame congiunto con le OO.SS. attraverso un accordo quadro che “imponga” (non sappiamo quanto) a tutte le Amministrazioni di adeguarsi alle regole che verranno fissate.

In ogni caso la definizione di queste regole, rinviata alla prossima settimana, sarà oggetto di altre informazioni da parte della nostra sigla.

La unica cosa realmente positiva è la notizia che il Ministro ha concordato con le OO.SS. il definitivo abbandono del metodo delle fasce per misurare la produttività rimandando la stessa misurazione ad altri metodi da concertare.

Il lato fortemente negativo, e che desta preoccupazione, è che da più voci viene l’intenzione del Governo di applicare la riforma Fornero al Pubblico Impiego con il rischio che, ancora una volta, il lavoro che si sta facendo al tavolo della Funzione Pubblica sia quasi inutile.

Preso atto dell’esito dell’incontro, che non ha dato risposte certe alle perplessità finora sollevate, la Federazione ha deciso il permanere della dichiarazione di sciopero per il giorno 28 settembre prossimo.

9 Risposte a “LA FUNZIONE PUBBLICA CONTINUA IL CONFRONTO SULLA SPENDING REVIEW

  • POMPEO
    7 anni fa

    Mi domando com’è possibile partorire oggi una riforma delle pensioni che di fatto ha abrogato il limite massimo di contribuzione fissato a 40 anni quando un giovane non trova lavoro prima dei 28/30 anni? E se questo, per un qualsivoglio motivo fosse ritenuto giusto perchè non applicarlo anche ai nostri “cari” parlamentari che vanno in pensione dopo due sole legislature e percepiscono stipendi esagerati? Evidentemente, le loro aspettative di vita, rispetto al resto della popolazione si sono ridotte oppure non sono ITALIANI. Non cosa è certa dove la politica ha messo le mani ha creato solo disastri. E come diceva il nostro amato Totò <>

  • Roberto
    7 anni fa

    A chi devo comunicare che sarei disposto a starmene a casa al 50% (magari facendo bene i conti pure a meno) di stipendio in attesa della, magra, pensione?
    Oppure che mi offro volontario come primo dipendente pubblico cassintegrato (sempre in attesa della magra pensione)?
    Spero che non vengano fatti tagli alla – “CENSURA” – imponendo l’uscita dal lavoro a chi ha invece bisogno di lavorare.
    Spero che abbiano la sensibilità di “chiedere” se ci sono volontari.
    Io mi offro volontario.
    Roberto

  • Bruno Repezza
    7 anni fa

    Sono fra quelli che (prima della Fornero) potevano pensionarsi nel 2013 e mi aspetto che succeda. Non sopporto più di lavorare in un ufficio che a causa delle “riforme” dei politici cialtroni, è stato ridotto al punto di non poter più funzionare. C’è cmq una limitazione nel pubblico che i privati non hanno e che non ci è mai stata compensata: l’esclusività del rapporto di lavoro.

  • Pompeo
    7 anni fa

    Allo stato attuale del privato ci è stato trasferito solo penalizzazioni. Quelle poche cose di buono che ha il privato a noi del P.I. non ci vengono date ( Anticipazione del TFS e la 14° mensilità). Come mai?

  • Giuseppe
    7 anni fa

    secondo i dati ufficiali di Banchitalia e dellOCSE, non firmando i dovuti contratti per il pubblico impiego, i lavoratori hanno perso in media 445 euro sulla busta paga. Non bisogna andare alla Bocconi per capire che se non si danno i soldi alle famiglie quest’ ultime non possono spendere e di conseguenza avviene la stagnazione economica e la crisi.Giuseppe Bonetti

  • Anna Russo
    7 anni fa

    Va tutto bene ma pensiamo anche al rinnovo del contratto e a definire meglio la legge Brunetta per “le pagelle”. Grazie

  • mara iapadre
    7 anni fa

    Visto che vogliono armonizzare le norme del lavoro pubblico con quello privato, allora ci dovrebbero dare anche l’anticipo sulla liquidazione quando ci serve e dovrebbero mandarci in pensione a 62 anni (per le donne) come nel privato