ARRIVANO I TAGLI CHE COLPISCONO I NOSTRI REDDITI E I NOSTRI POSTI DI LAVORO

E siamo solo all’inizio, in autunno si replica.

 Siamo solo alla prima vera aggressione al pubblico impiego, ovvero la prima aggressione al reddito pro capite dei dipendenti pubblici fino ad arrivare al vero e proprio attentato al mantenimento del posto di lavoro.

Già sappiamo che la prossima aggressione avverrà tra settembre e ottobre, e metterà mano di nuovo alla spesa delle Pubbliche Amministrazioni.

Il Consiglio dei ministri, chiamato a varare il decreto sui tagli, potrebbe far slittare le decisioni finali a fine settimana, anche perché ieri mattina ha incontrato UGL,CGIL, CISL e UIL e, subito dopo, le Regioni.

La motivazione ufficiale dei tagli è evitare l’aumento dell’IVA al 23% e trovare nuove risorse per aiutare le aree dell’Emilia Romagna colpite dal terremoto. Sullo sfondo c’è anche il rifinanziamento delle cosi dette “spese inderogabili” (in primis quelle per le missioni di pace).

 Il programma dei tagli è previsto verso quattro direzioni.

Anzitutto, per quel che riguarda direttamente il pubblico impiego, le cose sicure che questa direttrice contiene sono la riduzione di molti giudici di pace e di alcune sedi distaccate di tribunale, la riduzione delle Prefetture e degli uffici periferici del Governo (indirettamente collegata alla riduzione delle Province).

Inoltre questa parte della manovra prevede la riduzione della pianta organica: del 20 per cento per i dirigenti di prima fascia, del 10 per cento i dirigenti di seconda fascia e del 5 per cento per gli altri ruoli. In tutto sarebbero interessati 10 mila dipendenti: chi non accetterà la mobilità, cioè di spostarsi da un ufficio all’altro anche in ambiti territoriali diversi, verrà messo in mobilità per 2 anni con l’80 per cento dello stipendio (netto, ovvero senza indennità e accessori)e poi 8 mesi in Aspi (il nuovo nome della cassa integrazione). Quasi certo il taglio ai buoni pasto, con i ticket che passeranno a  7 euro per tutti.

Più aperta la questione sulle tredicesime dei lavoratori pubblici. Il governo sembra essere orientato verso una soluzione meno draconiana: nessun taglio per i lavoratori con i livelli salariali medio-bassi, mentre per i dirigenti sarà garantita una parte ed il restante sarà differito e pagato nei mesi seguenti.

A questo si aggiunge un’ulteriore sospensione degli aumenti stipendiali,a qualsiasi titolo, fino al 31 12 2014 (sapete tutti che sono fermi dal 2009).

 La seconda direttrice prevede quanto proposto da Enrico Bondi per quanto riguarda il freno agli affitti e sulla razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi (la più colpita dovrebbe essere la sanità).

 La terza direttrice sarà, appunto, la riorganizzazione delle Province con l’ipotesi concreta di lasciarne attive solo 42, se non si limiteranno a una sessantina, convincendo le Regioni a statuto speciale, inglobando le 10 aree metropolitane.

 La quarta, l’unica dove siamo in linea di massima d’accordo, sarà l’intervento sulle società pubbliche o quelle a composizione mista create da enti locali e territoriali. Nel primo caso si punterebbe a rendere molto più snelli i Consigli di amministrazione delle società a totale partecipazione pubblica (es. Fs e Poste). Sul secondo fronte la potatura riguarderebbe una parte dei 3.127 enti strumentali, società, consorzi di Regioni.

 Abbiamo volutamente essere essenzialmente descrittivi in questo nostro documento, per richiamare tutti i colleghi all’attenzione sui rischi di essere solo spettatori o al massimo tifosi pensando che si tratti delle solite “cose all’italiana” per cui qualcuno fa allarmismo solo per farsi notare, ma alla fine non succederà nulla.

Non sarà cosi, purtroppo.

Si tratta di una inesorabile collasso della nostra struttura amministrativa pubblica che porterà moltissimi a ridurre il proprio reddito e altri a perdere il proprio posto di lavoro.

Noi, quale sindacato, siamo uno strumento collettivo che può trovare parziali soluzioni ma, come tutti gli strumenti, non possiamo funzionare senza la partecipazione. Per cui alla fine di questo volantino, vogliamo farvi un invito concreto.

 PARTECIPATE ALLE INIZIATIVE PROPOSTE, NESSUNO RISOLVERA’ IL PROBLEMA “AL POSTO NOSTRO”, NE’ PARTITI E NEPPURE SINDACATI, MA SOLO CON LA NOSTRA PARTECIPAZIONE.

QUESTA VOLTA SI TRATTA DEI NOSTRI POSTI DI LAVORO E DEI NOSTRI REDDITI.

 Segretario Generale
Francesco Prudenzano

Una Risposta a “ARRIVANO I TAGLI CHE COLPISCONO I NOSTRI REDDITI E I NOSTRI POSTI DI LAVORO

  • aieie
    7 anni fa

    La nostra pazienza è stata premiata finalmente!
    I tomi dell’aran sanno già che il conteggio dei voti per le RSU terminerà il 12 settembre e il 12 ottobre ci sarà la tanto agognata assegnazione delle deleghe, mentre la chiusura della rilevazione dovrebbe avvenire entro la fine di luglio!
    Così hanno il tempo di farsi la tintarella. E’ qui che siamo assenti…

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