STANNO CERCANDO UN KILLER

Nessuno ha il coraggio di fare le cose che chiede la BCE e si cerca una soluzione che non comprometta i partiti.

Ormai è chiaro che tra i primi obiettivi dei tagli c’è il pubblico impiego. Tagli agli organici tramite licenziamenti, tagli direttamente al salario iniziando da quello accessorio.

Ormai è chiaro che questi signori preferiscono colpire noi, che abbiamo dimostrato di essere un po’ sonnecchianti e poco reattivi alle minacce della BCE, forse perché la maggior parte di noi ha il retro pensiero (e pure qualche sindacalista scellerato) che ci ripete “tanto a noi non fanno nulla”.

Ed è questo un nostro vizio mentale, forse indotto da decenni di sonnecchiante permanenza negli uffici, che ci ha portato a fare diversi errori di valutazione, uno per tutti protestare per la privatizzazione non nel febbraio 1993, quando fu pubblicato in G.U. l’ormai famigerato d. lgs 29/93, ma solo nel 1995 o giù di li, quando arrivò il primo CCNL da privatizzati.

Insomma, anche oggi rischiamo di reagire a cose fatte, ma il rischio adesso non è relativo al nostro status di dipendenti bensì al nostro stesso reddito.

E la peggiore cosa da fare è pensare che, nel momento dei tagli, l’amico dirigente o sindacalista potrà salvare la nostra personale posizione.

Non sarà così e, comunque, questo approccio al problema facilita il lavoro di chi vuole tagliare i nostri stipendi, danneggia tutti, in sintesi è un modo criminale di risolvere i problemi.

Mentre occorrerebbe mobilitarci per far pagare i grandi patrimoni, gli evasori fiscali, per fare i tagli alle spese della politica, a far pagare i redditi alti.

L’aggressione ai redditi degli impiegati pubblici non è ancora iniziata solo perché nessuna parte vuole esserne l’unica autrice. E questo non per un moto di onestà intellettuale (manco gli sfiora il cervello) ma solo per non pagare elettoralmente alle prossime elezioni.

Ed allora si sta cercando un killer.

Un Presidente del Consiglio ed un governo che, senza essere stato votato, possa fare il lavoro sporco senza compromettere direttamente i nostri partiti i quali, subito dopo, torneranno sulla scena e ricominceranno ad accapigliarsi per chi gestirà le nostre tasse.

  • Senza il taglio delle province
  • Senza il taglio del numero dei parlamentari
  • Senza l’azzeramento del finanziamento pubblico ai partiti
  • Senza l’annullamento delle pensioni (ops, vitalizi) di parlamentari e consiglieri regionali
  • Senza la riduzione dei loro benefit e privilegi

Questo anche perché i soldi per salvare la patria, come nel 1993 quando abolirono la scala mobile, li avremo per la gran parte messi noi.

 DIMOSTRIAMO CHE NON SIAMO DIVISI E SONNECCHIANTI

PREPARIAMO L’UNITA’ DEL PERSONALE PER UNA VERA MOBILITAZIONE

 

 Paola Saraceni                                                           Francesco Prudenzano
347.066293

24 Risposte a “STANNO CERCANDO UN KILLER

  • ppoliti
    7 anni fa

    Gli errori dell’UE e il prezzo da pagare.
    L’attacco alla moneta unica europea ha svariate ragioni, una serie di errori di valutazione che devono far riflettere su come non sbagliare in futuro ma la domanda è che forse è già troppo tardi. Si potrebbe cominciare dal WTO (World Trade Organisation) l’organizzazione mondiale del commercio dal quale la Cina si è ben guardata dal farne parte non accettando vincoli di nessun genere, puntando sulle proprie risorse e aumentando l’export diventando il primo paese al Mondo, non rivalutando la propria moneta, non rispettando regole per la salute dei lavoratori, sull’inquinamento, impedendo l’ingresso delle banche straniere nei propri confini, una scelta che si è rivelata vincente ma gli è stato consentito tutto e a guadagnarci sono stati loro e gli industriali che ci sono andati. L’Europa invece ha creato i vincoli che prima non c’erano burocratici e produttivi, allargandosi a Paesi deboli senza ricchezze e con un economia fragile, un errore che invece di creare una forza ha mostrato alla lunga tutti i suoi limiti, con costi di produzione più alti dell’Est Europa che è fuori dall’euro, e dell’Oriente soprattutto. Un deficit di importazione più che di esportazione e sui prezzi non si vede sempre che ci sia stato un guadagno, visto che tanti beni vengono prodotti a pochi euro e rivenduti quasi come prima della globalizzazione. Adesso anche la Francia resta sotto tiro per evere titoli greci in gran quantità, senza che ci sia stata una vera integrazione tra i Paesi dell’UE, senza aver uniformato i regimi fiscali, senza aver creato una vera rete interbancaria a protezione di tutti, senza aver creato gli Eurobond, senza aver uniformato delle regole burocratiche che potevano semplificare e migliorare l’efficienza complessiva, senza unire le singole competenze a favore di tutti, mantenendo invece le sovranità territoriali senza che questo abbia avuto un vero senso, invitando i Paesi ad uniformarsi ma con tempistiche e modalità a volte differenti. La cronaca sembra più quella di un fallimento dell’euro, un progetto ambizioso ma gestito male, e il prezzo lo paghiamo tutti. Dovevano essere gli speculatori a mettere a nudo quei difetti di impostazione che sono sotto gli occhi di tutti. Qualcuno ha voluto giocare su questo, ma aver sottovalutato la potenza del mercato finanziario è stato imperdonabile. Adesso si parla dell’euro a due velocità Nord e Sud, Neuro e Seuro, sembra uno scherzo, ma viene il dubbio che i politici europei forse non siano poi così bravi come vogliono farci credere e questo è difficile da accettare.

  • ppoliti
    7 anni fa

    E’ necessario imboccare la strada presa già dalla Germania che prevede l’obbligo nella dichiarazione dei redditi anche dei privati cittadini di indicare gli importi dell’IVA pagati su tutti gli acquisti e servizi ricevuti, allegando tutta la documentazione, usufruendo in cambio di detrazioni fiscali, questo permetterebbe di contrastare l’evasione fiscale che è certamente il primo problema di questo Paese.
    Senza riforme fiscali che contribuiscano ad eliminare le furberie non ci sono prospettive di nessun genere e a pagare alla fine saranno sempre i soliti fessi.

  • carissimi dipendenti bubblici,

    la parola d’ordine e: SERRARE LE FILE. E’ dall’ interno delle amministrazioni pubbliche che deve nascere il cambiamento, dai sindacati, ai funzionari e dirigenti della macchina pubblica, contro la CASTA ignorante e inefficiente, logorroica, prepotente, mafiosa, che sfoga sul dipendente pubblico le inefficienze politiche e dirigenziali. Apriamo un libro nero, scriviamoci i nomi di coloro che remano contro l’amministrazione pubblica, denunciando con i fatti l’ozio e gli abusi di potere e del facile arricchimento.

    ùUn semplice esempio, perchè nei negozi ci sono computer che costano 400 euro, e l’amministrazione pubblica li compra a 800 euro??? qualcuno me lo spiega???

    LOTTIAMO INSIEME PER ELIMINARE L’EVASIONE FISCALE, A COSTO ANCHE DI FARE UN PARTITO, PER SALVARE LE FAMIGLIE ITALIANE E LA FACCIA DEI DIPENDENTI PUBBLICI MESSI SUL PATIPOLO DEI MASS.MEDIA POLITICIZZATI. IO SONO QUI, CHI LA PENSA COME ME??? L’UGL E’ A FAVORE PER LA LOTTA E VOI ???

  • primodragomanno
    7 anni fa

    Stanno cercando di provocare una rivoluzione. E non è detto che non ci riescano, prima o poi!

  • Marco
    7 anni fa

    Io sono d’accordo col mio omonimo che ha risposto ieri 3 novembre (Marco) e anche se sono fiorentino, lo dico anch’io: “Mo’bbasta!!!”
    BASTA agli sprechi in generale
    BASTA alle province (invece di diminuire, aumentano)
    BASTA ai piccoli comuni
    BASTA al numero eccessivo dei parlamentari
    BASTA alle troppe magistrature
    BASTA a tutto
    non ce la facciamo più!!!!!!!
    Pensiamo poi che in questi tempi si aggiungono anche le catastrofi a causa del maltempo, che cosa vogliono fare adesso, toglierci parte dello stipendio a noi per pagare i danni alle povere vittime delle alluvioni? Per carità, sono profondamente addolorato per tutto ciò e sono solidale con coloro che hanno subito tutti quei danni. Ma si dà il caso che devo pur vivere e mangiare anch’io. Allora CHI HA DI PIU’ DA’ DI PIU’, punto e “BASTA” (di nuovo).
    E gli scioperi hanno un senso e servono se studiati per bene su come organizzarli e farli, ma non servono se fatti all’acqua di rose e quindi regalando i soldi al datore di lavoro. Già ne rubano un visibilio, così ne rubano degli altri: non crediamo che vengano destinati per giusti fini politici!!! Al 99,9 periodico per cento sono sicuro che vengono destinati per i loro giusti fini di ingrassare ancora di più il LORO PORTAFOGLIO!!!!!

  • Più d’ogni cosa, bisognerebbe assoldare pochi, ma saggi specialisti per riscrivere la Costituzione.

    Poi, bisognerebbe assoldare parecchi “killer” per eliminare:
    1) un ramo del Parlamento;
    2) i governi regionali;
    3) le Province;
    4) le Comunità Montane;
    5) i TAR, riportando a casa la giustizia amministrativa;
    6) parecchi uffici periferici della P.A., come ad es. gli ex Provveditorati agli Studi e gli Uffici scolastici Regionali, che servono solo ad appesantire la borsa e ad ingrassare la spesa!

    Bisognerebbe, quindi, conferire buona parte del potere di governo ai Comuni, aggregando quelli più piccoli, e riformare completamente le Prefetture, trasferendo il personale dagli uffici soppressi li dove occore: Comuni, Giustizia, Scuole e Prefetture.

    Bisognerebbe abbattere i caselli autostradali ed istituire i bollino annuali, mesili, quindicinali (come in Austria)

    Bisognerebbe dare la facoltà, a chi lo preferisce, di assicurare la patente, più che l’autovettura.

    Infine, BISOGNA ASSUMERE I GIOVANI, DARE DIGNITA’ AI LAVORATORI, PUBBLICI o PRIVATI CHE SIANO, CON UNA PIù MODERA NORMATIVA E PIù DECENTE REMUNERAZIONE.

  • AdHoc
    7 anni fa

    Non lo faranno. Non perchè non ne hanno il coraggio, semplicemente perchè il sistema economico italiano collasserebbe.
    La domanda c’e’, quello che manca e’ la capacitaà di spesa!! (ottima la mossa di Draghi di tagliare il tasso di interesse della BCE…!)

    In Italia le tasse le “pagano” in massima parte i lavoratori dipendenti pubblici e privati che, insieme, sono in Italia il volano vero della maggior parte della spesa per l’acquisto di beni e servizi dei privati(
    cosi come pure, d’altro canto, la PA intesa come Azienda compratrice “istituzionale”).

    L’impoverimento del potere d’acquisto reale del settore “pubblici dipendenti (e privati)”, visto che siamo praticamente incapaci di creare lavoro sostitutivo reale innescherebbe una pericolosissima spirale negativa (siamo agli ultimi posti a braccetto della Turkia (!) per rapposto lavoratori/popolazione totale, e le misure di liberalizzazione e flessibilizzazione del mercato del lavoro si sono chiaramente dimostrate un “pannicello caldo” negli anni passati).

    E’ indispensabile delegificare massicciamente per permettere sia alla PA di essere piu’ efficente sia ai privati di operare tempestivamente.

    La possibilita’ di licenziare reale DEVE andare di pari passo con la capacita’ di creare lavoro sostitutivo con pari capacita’ di remunerazione.

    Se le due cose si scollano (e in Italia succederebbe sicuramente questo) sarebbe il baratro.

    Calma e sangue freddo…

  • ppoliti
    7 anni fa

    SI alla Patrimoniale sui grandi patrimoni.
    Se non ci si convince che le tasse le devono pagare pure i ricchi, che non perdono in fondo nulla rispetto alle ricchezze che hanno accumulato (il 10% degli italiani detiene il 50% della ricchezza complessiva), questo Paese è destinato ad un lungo e doloroso declino senza futuro già da subito. Combattere l’evasione fiscale efficacemente, perchè non mancano gli strumenti ma la volontà di farlo. Se non c’è un salto di qualità in questo senso non rimane che trovare per strada l’ennesimo negozio che chiude per fallimento o per altro…. l’ennesimo lavoratore che resta disoccupato, l’azienda che delocalizza all’estero, non c’è nessuna prospettiva se a dover pagare devono essere solo i soliti perchè l’economia italiana così uccide se stessa.

  • Renato Delfiol
    7 anni fa

    Le ribellioni verbali sono fini a sé stesse, purtroppo e l’esperienza insegna che tanti che protestano contro la politica in toto sono poi pronti a votare in maniera qualunquista per il primo populista che si presenta…
    Bene comunque organizzarsi (ma il primo obiettivo sarebbe l’unità sindacale, perché chi ha firmato gli accordi col governo a suo tempo ora non si trova in migliori condizioni di chi non li ha firmati né riuscirà a difgendere i lavoratori in modo più efficace); bene pensare a richiedere prima di tutto una patrimoniale; ma anche pensare alle scadenze elettorali: sarà la prossima primavera o tra due anni ma bisogna pensare bene per chi votare perché una rappresentanza politica è ineludibile, le grosse organizzazioni e gli stati hanno bisogno di governare tramite rappresentanti, perché non c’è altro modo.
    Ecco occorre che i lavoratori pensino alle promesse che sono state fatte e a quanto sono seguiti i fatti…
    E poi ci sono anche sprechi che sono reali, voluti dalla classe politica dall’era democristiana in poi; ho sentito in un talk show che sono stati assunti dei lavoratori per la manutenzione del Ponte sullo Stretto che, se mai si farà, ci vorranno almeno sei anni. Non si può difendere tutto. Il problema dell’età pensionabile è un fatto reale, anche se non così grave come si vorrebbe far sembrare, perché le casse dell’INPS sono vuote per i salassi che la politica impone per altri impieghi; comunque sarebbe giusto abolire le pensioni di anzianità che sono una anomalia tutta italiana e che di fatto svuotano le amministrazioni di unità che non possono essere più sostituite.

  • antonio
    7 anni fa

    E’ vero, ma ci accorgeremo che ci hanno tolto anche la dignià di essere italiani, quando i nostri figli non potranno amngiare più la ” fettina di carne”. Ognuno di noi purtroppo pensa a coltivare il misero ortiucello.

  • Carlo
    7 anni fa

    “…abbiamo dimostrato di essere un po’ sonnecchianti e poco reattivi…” mi sembra, francamente, riduttivo! Diciamo che abbiamo calato le brache e lasciato fare!! Nonostante il “biscottino” che ci stanno per servire, leggo ancora che qualcuno persevera nel considerare gli scioperi inutili. Nonostante quello che potrà accadere nel prossimo futuro, oramai certezza, c’è ancora chi si preoccupa di non mortificare ulteriormente il suo stipendio “striminzito” con scioperi prolungati.

    Ci si preoccupa dell’oggi e si fa finta di nulla sul “futuro”. Si vive alla giornata, proprio come i nostri politicanti, senza un progetto futuro, una visione della vita che sia più lunga del mese da affrontare con uno stipendio vergognoso. Solo che mentre i nostri politicanti se la spassano alla grande, noi sopravviviamo!

    Si continua ad incolpare sindacati e sindacalisti, dimenticando che la delega a questi signori, per tutelare la nostra vita lavorativa e non solo, l’abbiamo fornita noi e che, quindi, se sono indegni loro, noi che gli abbiamo firmato una carta in bianco e poi ci siamo disinteressati, non siamo meglio.

    E’ ora di riprenderci le nostre vite ed il nostro futuro e non di aspettare che “qualcuno” decida per noi. E’ ora di paralizzare il Paese, permanentemente. Bloccare tutto, cacciare chi ci ha portato alla rovina e lavorare per definire nuove regole ed una nuova società. In prima persona e tutti insieme, altro che sindacati, partiti e miracoli eventuali!

  • marinella
    7 anni fa

    E’ ora che i lavoratori aprano gli occhi, stracciando tessere di sindacati (CISL, UIL e la schizofrenica CGIL), che hanno portato la classe lavoratrice a questo punto di non quasi più ritorno. E’ inutile che oggi, per non perdere adesioni e consensi, se ne escano con scioperi facendo i finti rivoluzionari seguitando a prendere in giro i colleghi. E’ ora che la gente si svegli e gridi a gran voce che non ci sta più a far parte di organizzazioni che per piccoli favori concessi a qualcuno hanno svenduto a prezzi di saldo i lavoratori. Solo con le coscienze risvegliate si potrà fare qualcosa di buono. Bisogna dire basta ai sistemi mafiosi che in Italia imperano, alla creazione di nuove caste – leggi: dirigenti e vari incaricati – Bisogna smantellare questo sistema che premia chi si prostra al potente del momento per ottenere poche e muffite elemonsine. Riappropriamoci della nostra dignità di lavoratori e cittadini appoggiando e dando credito a quei soli sindacati di base che da sempre operano politiche a favore dei più umili. Bisogna partire dal basso e gridare forte tutto il malcontento che ci pervade. Tra poco ci licenzieranno, ci metteranno in mobilità, tra poco con i pochi soldi che percepiamo mensilmente (i nostri stipendi sono bloccati fino al 2017, e i costi sono sempre più alti)
    staremo tutti in misere condizioni economiche. E allora che succederà?!

  • Scusate, ma nel sonnecchiamento collettivo non mi riconosco. E d’altra parte non lo trovo pertinente come considerazione di carattere generale. Io credo che con il decreto legislativo n. 29 del 1993 il sindacato abbia fatto un passo avanti ottenendo un ruolo preciso nella contrattazione collettiva; ruolo che prima del 1993 il sindacato non aveva e, semmai, dopo il 1993 l’importanza di tale ruolo non è stata ben gestita e protetta. Non c’è un sindacato più colpevole di un altro; c’è una cultura sbagliata del mondo del lavoro di cui tutti sono responsabili a partire dagli stessi lavoratori e per finire con i sindacati e i politici di turno, ciascuno interessato a guardare non oltre il proprio naso. Io tra gli anni 1990 e 1995 ho avuto interessanti esperienze nel visitare, per motivi di lavoro, molte pubbliche amministrazioni europee. In tale esperienze non ho mai incontrato sindacalisti italiani, tutti ahimè rigidamente inchiodati alla propria poltrona di “casa”. Ognuno ha sempre creduto, giusto o sbagliato, di aver fatto bene la propria parte! E i risultati sono quelli che sono. Anche gli attuali politici (!?!) che provengono dal sindacato, oggi come ieri, hanno dimenticato il loro passato di sindacalisti. W la miopia diffusa!
    Quanto ai killer, sono daccordo che c’è aria di carneficina e di smantellamento generale. Però penso: se domani di me faranno carne da porco, non sono affatto convinto che la PA vada avanti ugualmente. Io credo che ognuno di noi debba attrezzarsi per mantenere competitiva la propria professionalità. A mio avviso è l’unico “mestiere” che ci rimane.

  • Sergio
    7 anni fa

    Quando nel 98/99 da sindacalista facevo presente nelle assemblee che la parte maggiore degli aumenti degli stipendi era finita nel FUA che deveva servire per “incentivare i dipendenti” ma poi veniva usato per pagare gli straordinari … i colleghi ridevano sotto i baffi perchè comunque il dirigente gli permetteva di fare straordinario. E comunque ciascuno si riteneva di poter avere vantaggi perchè privilegiato. Il principio non contava. Ed i colleghi potevano anche “annegare”.

    Risultato: siamo allo sfascio in un momento di sfascio generale e continuano a non ascoltare. Non siamo credibili e tutti sono in crisi. Quindi si tocca chi non si è mosso prima e continua a non mobilitarsi.

    VOGLIAMO SVEGLIARCI ?????

  • Elenaursula Tau
    7 anni fa

    Sono d’accordo con Voi.Bisogna scendere in piazza tutti (impiegati, insegnanti, studenti, precari, piccoli imprenditori,poliziotti casalinghe) ed assalire direttamente il parlamento mandarli a casa tutti con la coda tra le gambe. Questi maledetti non mollano la poltrona finchè potranno succhiare altro sangue a noi. Basta incazziamoci!!!! Non sciopero solo degli impiegati pubblici ma un movimento di massa come gli indignados !!!!! Elena

  • Elekim
    7 anni fa

    la cosa vera da fare è scendere in piazza con il sangue agli occhi…e poi chi vivrà vedrà…..gli effetti… ma siamo una massa di sonnacchioni ci toglieranno anche le mutande senza che si faccia un cenno di dissenso…

  • adriana
    7 anni fa

    il messaggio che ho ricevuto oggi sembra sia la fotocopia di quello che andavo dicendo ieri con i miei amici.
    ragazzi non siamo pochi, tutti sanno e condividono, ma non c’è coordinamento, organizzazione, chi può organizzare una grande manifestazione di piazza(ovviamente di sabato anch’io concordo che lo sciopero in questo momento storico non fa che il gioco del governo e di una opposizione che non vuole sporcarsi le mani nell’attuare tagli “lacrime e sangue” impopolari) una manifestazione apartitica, asindacale nel senso convenzionale, ma di cittadini laici? prendiamo l’iniziativa e coinvolgiamo tutte le categorie, bisogna far sentire il fiato sul collo a un governo e a un premier che ci sta facendo affondare tutti.
    io penso che la gente è stanca dei partiti dei soliti sindacati e di un’opposizione fasulla, muoviamoci noi…

  • maximo
    7 anni fa

    Con gli stipendi striminziti che ci vengono forniti, anche per “demerito” di qualche sindacato, oggi non si può più scioperare, se non per qualche giorno all’anno. E’ un dato di fatto che va considerato: dovranno essere utilizzati forme di lotta “diverse” ma che mirino al raggiungimento finale utile per noi, umili lavoratori. maximo (3.11.2011)

    • Marco
      7 anni fa

      Caro Maximo, resta il nodo di fondo della mancanza di unità sindacale!! Io lo sciopero lo concepisco solo se c’è unità sindacale! Allora si, ci rimetto di tasca mia, ma fin quando sciopera prima uno e poi l’altro sindacato che senso ha… La crisi del Paese NOI dipendenti pubblici a reddito fisso la paghiamo tutti i giorni con il blocco dei contratti e con la quasi certezza della instabilità del posto di lavoro… BASTA! Difendiamo prima di tutto la nostra dignità di dipendenti pubblici; la pensione che ci paghiamo da noi! Difendiamo i nostri diritti! Gridiamo in piazza la nostra professionalità umiliata !! BASTA con la spaccatura sindacale! Siamo stufi!

  • Claudy
    7 anni fa

    Penso che siamo tutti d’accordo a mobilitarci ma dobbiamo essere credibili. In primis i Sindacati. Che senso ha fare dei singoli scioperi generali ? Prima la CGL poi la UIL ?!
    Si deve dimostrare che c’è una vera coesione, altrimenti è una presa in giro.

  • Marco
    7 anni fa

    Se sciopero deve essere deve essere di TUTTI, dico tutti i dipendenti pubblici. Io mi sono stufato ogni volta che faccio sciopero di perdere circa 100 euro. Mo basta… Siccome penso che la tragedia ci colpirà tutti indistintamente cerchiamo una volta per tutte l’UNIONE SINDACALE.. Una sfida comune sindacale alle scellerate scelte di chi vuol far pagare ai soli dipendenti a reddito fisso la crisi che colpisce il nostro Paese. Se non ci sarà una intesa sugli intenti, una strategia comune di vero sindacato solidale, io non farò più sciopero per farmi rubare altri soldi dal mio magro portafoglio. Sia chiaro per tutti i sindcati che se non c’è un’azione comune, non si va da nessuna psrte, specie di questi tempi dove a rischio ci sono i nostri sacrosanti diritti e non privilegi!

  • Martire
    7 anni fa

    L’azione comune dovrebbe essere quella di far diventare la nostra p.a. “intoccabile”.
    Come? Certamente non con scioperi inutili.
    Se la nostra p.a. fosse, efficiente, non sprecasse le risorse, fosse all’avanguardia nell’innovazione, fosse veramente interessata al cittadino, e a migliorare se stessa, se riuscisse ad essere un esempio da copiare per le le altre p.a. oltre confine, allora si che nessuno si permetterebbe di neanche “sfiorare” la p.a.
    Se mobilitazione ci deve essere, ritengo che debba esserci per eliminare i meccanismi che non permettono al nostro Stato di uscire da questo stato fallimentare. Licenziare o tagliare gli stipendi non serve a nulla. E’ solo un paliativo di breve periodo che fa solo danno alle famiglie e crea malessere generale. Se si vuole uscire dal fosso, bisogna rivedere il nostro sistema Stato. Buona fortuna Italia… ne hai bisogno!!! ne abbiamo bisogno!

  • DOMENICO MANICONE
    7 anni fa

    NON C’E’ ALCUN BISOGNO DI UN KILLER!. CI SIAMO AMMAZZATI DA SOLI!. A PROPOSITO, PER QUANTO MI RIGUARDA, IO NON HO ASSOLUTAMENTE TRASCORSO “DECENNI DI SONNECCHIANTE PERMANENZA NELL’UFFICIO”, MA … TANT’E’!. RICORDO SOLO CHE NELL’ANNO DI GRAZIA 1993 (GOVERNO AMATO? O “ODIATO”?), QUANDO (AHIME’!) FACEVO SINDACATO IN PRIMA PERSONA, HO AVUTO TRATTENUTE PER SCIOPERI PER LIRE 1.000.000 CIRCA. COL SENNO DI POI, SONO STATO SOLO UN POVERO FESSO!. FORSE, QUELLO CHE CI CAPITERA’, CE LO MERITIAMO!.
    P.S.: PERO’, CONDIVIDO UGUALMENTE IL VS PENSIERO!.

    • Peppe Piccione
      7 anni fa

      Domenico,
      l’UGL da sempre è stata contraria agli scioperi.
      Non siamo il Sindacato dallo sciopero facile, anzi tutto l’opposto, e siamo i primi a definire lo sciopero una ulteriore beffa ai dipendenti stessi.
      Ma se si rende necesaria un’azione comune, e dico COMUNE, si vedrà.