Visite fiscali, altro giro altra corsa

Ancora modifiche sulle assenze per malattia

Nell’ormai famigerato decreto legge 98/2011, convertito nella legge 111/2011, contenente disposizioni in materia di manovra economica, il governo ha per l’ennesima volta modificato la disciplina  sui controlli delle assenze per malattia di tutti i dipendenti pubblici (comma 5 dell’art. 55-septies del d.lgs. 165/2001), finalizzata chiaramente ad una riduzione delle spese derivanti dal costo delle visite fiscali.

Infatti, il comma 9 dell’art. 16 del citato decreto legge 98/2011 attenua notevolmente l’obbligo delle Amministrazioni di disporre il controllo della malattia anche nel caso di assenza di un solo giorno.

Il comma 9 dispone che l’Amministrazione, al fine del controllo sulle assenze per malattia, dovranno valutare la condotta complessiva del dipendente.

L’obbligo di disporre la visita di controllo sin dal primo giorno permane solo quando l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative.

Il predetto comma 9 nel disporre, inoltre, che le fasce orarie di reperibilità e il relativo regime delle esenzioni dovranno essere stabilite con decreto del ministro, precisa che qualora il dipendente debba allontanarsi dall’indirizzo comunicato durante le fasce di reperibilità per effettuare visite mediche, prestazioni o accertamenti specifici o per altri giustificati motivi sarà tenuto a darne preventiva comunicazione all’amministrazione.

Un’altra importante precisazione riguarda il caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici.

In tali casi l’assenza dovrà essere giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati.

E dopo quest’ennesima modifica speriamo che il nostro ministro si dia pace e capisca che le assenza dal lavoro potrà ridurle drasticamente solo quando darà un senso compiuto e le giuste motivazioni al lavoro che si svolge in ufficio, uscendo dall’anonimato del gesto ripetitivo quotidiano e dal passaggio di carte, senza costrutto, da una scrivania all’altra.

Paola SARACENI                           Francesco PRUDENZANO

347/0662930

53 Risposte a “Visite fiscali, altro giro altra corsa

  • Russo Roberto
    8 anni fa

    Errore gravissimo abolire le visite fiscali per chi ha le cause di servizio. Il 90% delle stesse sono fasulle (almeno dove lavoro io) e la gente ne approfitta con medici compiacenti e da radiare dall’albo facendosi prescrivere malattie inesistenti o di altra natura per la patologia da causa di servizio, al fine da evitare la visita fiscale e godersi la malattia (falsa) come ferie.

    • paola
      8 anni fa

      Sono d’accordo, Roberto. Il sospetto che accada quello che dici è forte, e non escludo che possa succedere anche dove lavoro io. Come al solito c’è chi trova la giusta soluzione ad ogni problema!!!

    • Già, resta sempre vero il fatto che i “furbetti” troveranno sempre l’alternativa al vivere civile.

    • sandro
      8 anni fa

      se sei sicuro di quello che scrivi, denuncia ai carabinieri.

      Sandro Scarcella

  • Ma che stata a dì!
    8 anni fa

    Poche righe che spiegano bene la situazione:

    Calderoli (onorevole parlamentare): “Sotto sotto il porcellum piace a tutti e avrà lunga vita”. Il ministro dichiara: “Vengo accusato di avere fatto la madre di tutti i mali, ma credo che non ci sia segretario di partito che non fosse contento per le liste bloccate”.

    – Quindi chi è al potere (e non il popolo) può scegliere chi mettere e chi togliere, facendo favori a destra e a manca…. così per anni!

    Poi aggiunge: “In Parlamento si lavora troppo poco, solo un giorno mezzo”

    – Scusate… chi sarebbe l’assenteista? L’impiegatuccio da 1000 euro al mese vessato dalle leggi fatte da questa gente o l’onorevole da 20.000 euro al mese più benefit che lavora “solo un giorno e mezzo”?

    Resta il fatto che ognuno, sul lavoro e nella vita in genere, debba dar conto alla propria coscienza, ma quando succede che chi fa le leggi poi non le rispetta o comunque non si comporta secondo decenza… è ovvio che c’è qualcosa che non va!

    Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/21/porcellum-calderoli-sotto-sotto-piace-a-tutti-i-segretari-di-partito-e-avra-vita-lunga/121426/

  • Francesco
    8 anni fa

    Salve, perchè il Ministero della Giustizia non chiude i piccoli Uffici del Giudice di Pace della Provincia di Reggio Calabria?, manca il personale, il personale viene applicato da altri Uffici, vi sono solo costi , luce, telefono etc , le iscrizioni sono al max 40/50 ogni anno. Locali malsani, acnhe l’ASP 5 ha fatto controlli con esito da “Manicomio” il persoanle potrebbe essere trasferito negli uffici vicini, Tribunale Procura, invece tutto tace. in questo periodo di tagli sarebbe un’ottima occasione.

  • paola
    8 anni fa

    Bene, e vogliamo parlare di chi come me deve lavorare con i colleghi della P.S.? Ho una laurea (vecchio ordinamento) e sono un Funz. Economico Finanz., divido stanza e lavoro con due Assistenti Capo che non hanno visita fiscale, non hanno decurtazioni, hanno molte più ferie di me, dovrebbero indossare una divisa e invece fanno il lavoro dell’impiegato!!! E non ultimo non riconoscono che un FEF dell’Amministrazione Civile è “più alto in grado” di loro.
    Pieno rispetto per tutti ma chi ha scelto di vestire una divisa dovrebbe fare il lavoro per cui è pagato e chi ha scelto di essere un “semplice” impiegato dovrebbe poterlo fare con professionalità e serenità.

    P.S. Un saluto a Prudenzano, che non si ricorda di me!

    • various
      8 anni fa

      Se resti anonimo certamente non posso ricordarmene!

    • Giuseppe Piccione
      8 anni fa

      La stessa problematica si vive all’interno dell’Amministrazione Difesa, dove i dipendenti civile dividono compiti e lavori con i “colleghi” militari.
      Per lo più si tende a preferire di assegnari compiti di coordinamento e responsabilità ai militari, pur avendo a disposizione anche civili professionalmente preparti ed esperienti, ma soprattutto di livello idoneo per farlo.
      Per poi non parlare della famigerata indennità di campagna, che nello stesso ufficio percepiscono i militari e non i vìcivili (speriamo di vincere i l ricorso davanti a tutti i giudici del lavoro).

      • Daniele
        8 anni fa

        Analogo ed annoso duale problema nell’Amministrazione Penitenziaria, dove personale del comparto ministeri lavora al fianco di personale della polizia penitenziaria, che ha ben altri benefici (tra i quali: non pagano l’abbonamento di bus e treno per andare al lavoro e non sono in divisa).
        Inoltre, i colleghi poliziotti impiegati in ufficio sono molto raramente in servizio con la divisa e spesso occupano immotivatamente uffici, le cui funzioni potrebbero benissimo essere svolte da personale civile con minori costi per lo Stato e minor carenza di organico della polizia, così da svolgere i propri compiti (uffici amministrativi e di segreteria, uffici protocollo; uffici centralino e trasmissione fax,ecc. NON necessitano di polizia).

        • Giuseppe Piccione
          8 anni fa

          Sono stato e sarò sempre di un sana idea:
          Polizziotti in strada e fuori dagli uffici passaporti o uffici denunce;
          Polizia penitenziaria nelle carceri e fuori dagli uffici.
          i compiti degli uffici al perosnale del Comparto Ministeri.
          Chi non è idoneo al servizo in divisa per motivi sanitari non deve stare in ufficio, ma transiti all’impiego civile, (legge 266/99 e d.i. 18.04.200).

          • Daniele
            8 anni fa

            Senza considerare tutti i vari agenti delle forze dell’ordine che vengono arruolati per fare gli sportivi a tempo pieno,che prendono 5 o più buoni pasto a settimana ( per i civili fare più di 2 o 3 rientri settimanali è molto difficile), che forse fanno anche gli straordinari da sportivi ed i più famosi prendono anche soldi dagli sponsor e dai pubblicitari ( per i normali impiegati pubblici esiste il divieto di altre attività).
            Poi terminata l’attività sportiva, se decidono di restare nelle rispettive amministrazioni, sono dei raccomandati a vita!!!

          • Lele
            8 anni fa

            Hai proprio ragione Daniele. Chi scrive annovera 24 anni di servizio prestati ESCLUSIVAMENTE sulla strada a fare turni che variano ogni giorno e prevedeno quasi sempre gli straordinari che puntualmente vengono tagliati o, diciamo “non benevolmente concessi” a favore chissà perchè del personale d’Ufficio che non si comprende come possa fare straordinari.
            Nel mio reparto (Carabinieri Radiomobile) continuano ad arrivare raccomandati perchè è l’unico buco libero che trovano per tornare a casa e lì vengono provvisoriamente “parcheggiati”. Subito dopo vengono aggregati anni al reparto più bello, dove ci si “sporca meno le mani” in attesa del definitivo trasferimento, naturalmente in sovraorganico!
            Ho chiesto io il trasferimento e mi hanno risposto che sarei in esubero, alla mia richiesta di spiegazioni perchè ad alcuni si ed a me no, il mio dirigente mi ha risposto candidamente “…a meno che tu non mi dica di essere raccomandato dal Presidente della Repubblica te ne stai a lavorare sulla strada, se non riesci a tollerare le notti fatti aiutare da un dottore”
            E qui finisco

      • ornella
        8 anni fa

        …. non ne parliamo….! noi qui a Napoli abbiamo vnto in primo grado e perso in appello e.. dobbiamo restituire i soldi! ora andremo in cassazione!!!!!

    • sandro
      8 anni fa

      Ciao Paola, hai mai detto ai “colleghi” della ps che sono fuori-legge? Prova. L’art.36 della L.121 1/4/81, prevede che devono stare in strada, e che se invece stanno in ufficio è perchè il questore della tua provincia se ne fotte della legge. Loro ovviamente ci sguazzano, e fanno anche i gradassi.
      Quando Amato ha fatto chiudere alcune scuole di polizia inutili, parecchi di loro si sono ritrovati sulle volanti, e non sapevano da che parte cominciare. Questa è la nostra ps.
      Fagli leggere questo messaggio, sanno benissimo che è così.

      Auguri. Sandro Scarcella Ass. Amm.vo Prefettura Vicenza.

      • paola
        8 anni fa

        Vedi caro Sandro, tanti anni fa quando ero in Prefettura al Nord la pensavo come te… Oggi che lavoro con i colleghi della P.S. (brava gente, per carità) mi rendo conto che loro vedono le cose da un altro punto di vista. Per loro noi siamo “di supporto”, noi, con la nostra professionalità, con le nostre super qualifiche, con i nostri titoli di studio…, siamo di supporto…!!!
        Comunque io quì non mollo!!! Ciao

        • sandro
          8 anni fa

          Cara Paola, io ho lavorato con loro per 16 anni, e quando gli dicevo della legge 121, s’icazzavano, poi però la smettevano di fare i prepotenti perchè sapevano di essere in difetto. Ovviamente non tutti, ma la maggioranza, quelli che adesso ce l’hanno con berlusconi perchè non gli da più soldi, quelli che difendevano a spada tratta i colleghi che a Genova hanno fatto quelle schifezze. Li conosco bene i miei polli, per questo mi sono fatto trasferire in una prefettura, perchè uno di loro mi anche messo le mani addosso.

          Auguri Sandro.

  • morena
    8 anni fa

    stò per andare in pensione e nei miei 42 anni di servizio ho sempre lavorato facendo più del mio dovere come tanti altri colleghi anche non avendo a disposizione i mezzi per farlo. Secondo me uno dei problemi è anche quello che si dovrebbero punire coloro che se ne approfittano e non tutto l’ufficio, ma non si possono toccare ma questo con qualsiasi governo perchè ci sono sempre stati e ci saranno gli intoccabili.

  • Massimino
    8 anni fa

    Il ministro Brunetta (la me minuscola è fatta di proposito) la smetta di fare pagliacciate e si interessi di più dei dipendenti pubblici. A me devono pagare ancora il FUA 2009, il FUA 2010 e gli arretrati per il passaggim da F3 a F4.
    Questi sono gli incentivi della Pubblica Amminitazione!!!

  • Pina
    8 anni fa

    Vorrei sapere se a chi lavora nel privato devono ancora pagare gli straordinare fatti nel 2009 e l’assistenza al magistrato 2010 o la rimanenza del F.U.A. 2009 come capita a me impiegata del Ministero della Giustizia. Io vorrei sapere ma ti cosa state parlando i fannulloni gli assenteisti a queste condizioni penso che sia il minimo che uno debba fare, purtroppo ne devi essere capace, io dal 2002 non ho preso un giorno di malattia, nel mio ufficio sono sola con un commesso e devo fare di tutto, ma nessuno mi da incentivi o premia la mia meritocrazia, e chi dovrebbe valutare il mio operatore visto che non ci sono dirigenti e il Giudice di pace Coordinatore viene in Ufficio comandato una volta la settimana.
    Vorrei dire ai nostri amministratori che prima si informino come lavora molto spesso i dipendenti della P.A. e poi possonono parlare di fannulloni o assenteisti o quanta’altro. Sono veramente scocciata dei sindacati perché non fanno nulla per risolvere i problemi dei lavoratori e inutile mandare informazioni non servono a nulla se non seguono i fatti.

    • various
      8 anni fa

      Le informazioni sono il punto di partenza. Togliamo quelle e possiamo dire addio a ogni cambiamento.
      Il problema è che si aspetta la soluzione esterna ma si partecipa poco.

  • pinco
    8 anni fa

    Da decenni in Italia si tratta da furbo chi si comporta disonestamente e da stupido chi si comporta onestamente. Fin da bambini si viene disincentivati ad impegnarsi, soprattutto dopo il 68, il secchione viene considerato una persona da “escludere”. Lo stesso avverrà con chi lavora, non sappiamo incentivare l’onestà e la laboriosità perché non abbiamo imparato a farlo, noi per primi non siamo stati incentivati ad essere onesti e laboriosi. Cosa ci possiamo aspettare?

  • fabio
    8 anni fa

    Sono in P.A. dal 1986 e mi considero ormai un “anziano” del lavoro, pur avendo solo 50 anni. Ho spesso, spessissimo, sentito commenti da quando ho avuto il cervello per ragionare in maniera elementare (parliamo di 13/14 anni) e i commenti sono sempre gli stessi; cambiano solo i protagonisti. Impiegati che ce l’hanno con i lavoratori privati che evaderebbero le tasse; privati che ce l’hanno con gli impiegati perché non lavorano. Lavoratori che fanno parte di corporazioni che se la prendono con tutti e sono bersaglio anche loro di tutti. Quand’è che la finiremo di fare come il cane che si morde la coda? Forse un pò più di autocritica sul lavoro e un pò più di verità sui rapporti aprirebbe la strada ad un nuovo modo di pensare, ma soprattutto di agire.
    Faccio un esempio esplicativo: premio di produzione dei dipendenti – valutazione da parte dei dirigenti. Argomento scottante; quello che non vuole essere valutato da quell’altro perchè non è giusto, il dirigente che deve valutare personale a volte sconosciuto solo perchè è subentrato dopo, ma deve fare il lavoro di quello precedente. In mezzo a tutto questo macello nessuno mai si è domandato: ma una bella commissione mista a rotazione, laddove la valutazione la fanno i dirigenti insieme al personale (a rotazione) non sarebbe più reale? Che significa a rotazione: che se quest’anno io con il mio capo decidiamo il premio di altre 4 persone, l’anno prossimo un mio collega valuterà il mio lavoro con il dirigente… o abbiamo paura di noi stessi? o di prenderci le responsabilità? quante volte abbiamo sentito dire: soldi a tutti a pioggia, perché tutti qui facciamo lo stesso lavoro… ma è vero? e questo è solo l’inizio di un mondo che andrebbe riesaminato per bene…

  • Walter
    8 anni fa

    Sono un dipendente pubblico e mi da molto fastidio che la gente pensi che, dovendo svolgere un compito ” noioso o poco gratificante “, questo mi porti a divenire assenteista.
    L’eguaglianza dipendente pubblico uguale fannullone ed assenteista è davvero stupida!
    Svolgo il lavoro al meglio e, dalla mia esperienza trentennale, così i miei colleghi.
    La realtà è un’altra: i nostri ministri nulla sanno dell’attività che svolgiamo ed imputano a noi la loro scarsa conoscenza e professionalità.
    E poi, siamo così sicuri che nel settore privato vada tutto bene e siano tutti così bravi?

    • Francesco
      8 anni fa

      Il fatto è che non dobbiamo gareggiare con il privato, li pagano i datori di lavoro qui paghiamo noi con le nostre tasse.
      Fare il proprio lavoro onestamente non basta, occorre isolare chi non lo fa.

  • Mauro Innocenzi
    8 anni fa

    Il Ministro Brunetta é molto efferato in questa materia, evidentemente quando ancora non se lo copriva nessuno l’assenteista lo faceva lui!!!!!
    E’ solo un povero frustrato!!!!!

  • Adele
    8 anni fa

    Ispettore del lavoro,
    personalmente responsabile degli eventuali errori nel comminare le sanzioni amministrative e dunque costretta apagarsi una ssicurazione in quanto il risarcimento può essere richiesto tramite deferimento alla Corte dei Conti, Ufficiale di Polizia giudiziaria ma senza indennità di polizia giudiziaria, a disposizione del magistrato per indagini in cui si ravvisino elementi riconduciili a illeciti penali, uso del mezzo prprio per l’attività con un rimborso di 0,26 centesimi all’ora di indennità di missione e di 0,86 centesimi a Km per il carburante ma solo per le tratte autorizzate cioè quelle di oltre 10 KM dal capoluogo per le altre è tutto a mie spese, nel mio ufficio circa 200 unità tranne quella a disposizione del capo ci sono 3 fotocopiatrici, 1 stampate per stanza (4\5) persone, le cartucce si ottengono dopo everle chieste almento 10 volte ed essere arrivati a stampare i provvedimenti a caso propria con la pen-drive, la carta igienica è come la chimera un’illusione che diventa realtà solo quando ce la portiamo da casa e questa è la punta dell’iceberg e ora viene il bello io anticipo le spese auto e forse ogni 3\4 mesi me le rimborsano, i buoni pasto dopo circa 3 mesi stipendio € 1.380 mensili lascio a voi i commenti.

    • ugo coccoli
      8 anni fa

      Sono anch’io un ispettore del lavoro e ti dò pienamente ragione su quanto hai scritto. Purtroppo ho visto che i sindacati non hanno o non hanno potuto far nulla per cambiare le cose. Io ci vado solo a rimettere economicamente con le uscite x non parlare poi del prosieguo delle pratiche (problemi con i consulenti, i datori di lavoro ed anche il mio capo area che pretende che le pratiche vengano chiuse il più presto possibile. Cosa non sempre semplice, almeno quì dove lavoro io. Se ti và di sfogarti puoi scrivermi alla mia e-mail: coccoli2@virgilio.it. Un saluto. Ugo

    • sandro
      8 anni fa

      Ciao Adele, forse sarebbe il caso di cominciare a dire dei “no” a chi dirige il tuo ufficio affinchè si impegni a farti avere ciò che ti serve per lavorare. No, non è utopia, basta un po di coraggio. Il tuo dirigente, come la maggioranza dei dirigenti, sono abituati solo al “si dottore”,
      e si troverebbe spiazzato. Non potrebbe fare niente dal punto di vista disciplinare perchè quello che chiedi è perfettamente lecito e nel tuo diritto. Se si vuole cambiare, bisogna “fare” qualcosa, sfogarti con i colleghi serve a poco.
      Pensaci.

      Auguri. Sandro Scarcella Ass.te Amm.vo Prefettua Vicenza.

  • DANIELA
    8 anni fa

    Un’altra cosa che non riesco a capire è perchè il lavoro non viene ditribuito come si deve. In ogni ambiente di lavoro che si rispetti ci dovrebbe essere un “BUON” Psicologo e un “BUON” Coordinatore del Lavoro. Dove sono? Come si fa a percorrere non so quanti Km., a volte, per arrivare in ufficio, con il solleone o con le più svariate intemperie, con la tensione del minuto che passa e che poi devi anche recuperare nonostante non sempre sia colpa del dipendente ma di scioperi, traffico caotico, pioggia che paralizza la città… a far chè???? Dov’è sempre la motivazione per andare al lavoro? Non c’è piuttosto la depressione anche per via del lavoro mal distribuito? Come si può stare 6 – 8 ore in ufficio in questa maniera? Invece, di chiamarci con gli appellattivi non certo lusinghieri a noi dipendenti, si andasse a vedere un pò più nel profondo e a constatare cosa fanno i nostri cari dirigenti, che amano spesso essere così tanto coccolati in cambio di favoritismi. Forse prendono esempio dal caro onorevole Brunetta? Predicare bene e razzolare male. Il pesce quando puzza, comincia a puzzare dalla testa. Si dice che dobbiamo essere come una famiglia…ma c’è famiglia e famiglia. E quando i figli in una famiglia discutono, litigano, si contendono chi lo sà che cosa…può essere colpa anche dei genitori?

  • DANIELA
    8 anni fa

    Da che è mondo e mondo c’è sempre stato il furbo di turno, che ha sempre fatto il vagabondo….a discapito dell’altro dipendente, che non solo deve lavorare per lui stesso e per l’altro, ma che alla fine è retribuito alla stessa maniera, se non peggio, visto che a volte il vagabondo sa fare anche il ruffiano specialmente alle spalle del collega più onesto. Possibile che non lo si capisca chi è il colpevole? Perchè si deve penalizzare tutti? Eppure, i tempi della scuola sono finiti, in cui per uno venivano puniti tutti nella stessa classe. Io, sinceramente, vorrei sapere a che gioco giochiamo. Quasi quasi chi sbaglia viene premiato!!!! Senz’altro perchè fa il gioco di chi sta al potere, che non gli sembra vero di mettere tutti nello stesso calderone. Eppure, si sa che di tutta l’erba non si può fare un fascio. In continuazione vengono fatti leggi, decreti per penalizzare e colpire i “rei”; ma perchè non viene attuato qualcosa, di concreto, di giusto, invece, per premiare, incentivare, motivare chi ancora pedala correttamente? Ai posteri l’ardua sentenza.

  • evita
    8 anni fa

    E’ comune defetto degli uomini, non fare conto, nella bonaccia, della tempesta. (Machiavelli)dare un senso a ciò che si legge e pensare che ognuno tira l’acqua al suo mulino quando c’è di mezzo il grano.

  • Sandro
    8 anni fa

    il dipendente pubblico non ha colpa delle scelte che vengono prese nella P.A. però è responsabile degli effetti che causano questo è il guaio…

  • enrico
    8 anni fa

    Ancora con questa storia dei fannulloni. Ma li abbiamo in Parlamento e nessuno gli manda la visita fiscale. E poi con quello che prendono sono sicuramente motivati a fare……..imbrogli ! Siamo ai discorsi ormai secolari. Si predica bene, ma si razzola male. Chi comanda dia l’esempio.

  • Maria Teresa Antinori
    8 anni fa

    Considerare, prioritariamente, il comportamento complessivo del dipendente va, senz’altro, in una direzione di ragionevolezza e non appiattimento. E’ deprimente, infatti, essere destinatari di regole studiate su misura per chi approfitta e che partono dal presupposto della malafede: umilia iniquamente chi ha veri problemi di salute,avvilisce le persone serie a cui un tale trattamento fa solo desiderare, appena possibile, di mettere fine ad un rapporto di lavoro in cui non si sentono più rispettate: gli unici a non risentirne, dal punto di vista psicologico e motivazionale, sono proprio gli approfittatori e, purtroppo, ce ne sono.
    Ma gli strumenti per snidarli e sanzionarli dovrebbero essere modulati sulla realtà oggettiva, non indiscriminati: non é semplice ma qualcosa di più equo ed efficace si potrebbe fare

  • paolo
    8 anni fa

    Se chi lavora non è motivato è chiaro che diventa fannullone.Proviamo a un dipendente a pagarlo per il lavoro che fa cioè più lavora bene e meno si assenta più guadagna,ma realmente non solo sulla carta e quello ti lavora anche 24 ore su 24 perchè a fine mese sa che sarà premiato.é evidente che se a fine mese non vedi nessun incentivo il mese successivo lavori il minimo possibile e tanti saluti a tutti.Tanto parliamoci chiaro a lavorare si va solo per i soldi e non per la gloria come vorrebbero farci credere.

    • Giuseppe Piccione
      8 anni fa

      Concordo.
      Sono il primo a dare in testa ai colleghi dal certificato medico facile, ma purtroppo l’appiattimento nella valutazione del personale e nelle retribuzioni da anche gli effetti negativi.
      Brunetta vuole portare noi pubblici dipendenti alla stergua dei privati? Che ben venga, ma cominciamo dalla 14esima mensilità e dal premio per chi non fa assenze dal servizio per malattia, o comunque ne fa pochissime (ovviamente escludendo chi vi si trova costretto per patologie gravi riconosciute).

  • Roberto Rodia
    8 anni fa

    Scusate, ma il problema non mi sembra la routine del lavoro o il “passaggio di carte” da una scrivania all’altra, bensì l’assegnazione di precise responsabilità di lavoro, applicando anche finalmente la legge n. 241 del 1990 (che prevede l’identificazione di un responsabile del procedimento che, di fatto, non è mai il direttore generale che firma i provvedimenti, ma il funzionario di turno, che però non può firmare nulla, neanche gli atti istruttori …).
    Inoltre, quando si decideranno ad attribuire la retribuzione accessoria sulla base della performance lavorativa effettiva invece che sulla base della semplice qualifica o della presenza in ufficio (come prevede la riforma della P.A:), sarà sempre tardi …
    Scusate lo sfogo, ma sono uno abituato a ragionare di cose concrete …

    • Francesco
      8 anni fa

      Questo però è un discorso per i colleghi che hanno la possibilità di avere delle responsabilità.
      Non comprende tutti.
      La possibilità di sentirsi partecipi e protagonisti, qualsiasi cosa si faccia, è un principio meno settoriale e più universale.

  • diego cante
    8 anni fa

    devo dire che anch’io, come altri, non ritengo etica l’uscita finale… sono un dipendente pubblico e sono apgato per lavorare, si anche per “passare carte”, cosa per fortuna più gradevole che “stringere bulloni” in fabbrica… e dubito che il mio lavoro possa diventare, per miracolo, “meno noioso”, ma mi dà lo stipendio e dunque è sempre e comunque un buon lavoro.

    • Francesco
      8 anni fa

      Io penso invece che lavoro=soldi non sia una equazione sufficiente.
      Non siamo schiavi e stiamo la metà del nostro tempo utile in ufficio, non possiamo dire che tutto si deve e può risolvere solo con una retribuzione (che tra l’altro diventa sempre più insufficiente).

  • libero
    8 anni fa

    Mandare tutti i vostri parlamentari a casa, a cominciare dai nani

  • DOMENICO MANICONE
    8 anni fa

    Condivido tutto, tranne l’ultimo capoverso. Se ho ben capito, parrebbe giustificarsi il fatto che, poichè i dipendendenti pubblici non avrebbero “le giuste motivazioni, ecc.,ecc..”, le assenze dal lavoro ne siano una logica conseguenza. Mi spiace, ma se si voleva dire questo, proprio non condivido.
    Personalmente, sicuramente grazie a Dio (ma, anche alla mia coscienza), non mi assento mai per “malattia” da svariati anni. Naturalmente, questo non vuol dire che chi non si assenta mai, poi non sia un c.d. fannullone, però, le eventuali nostre frustrazioni da lavoro pubblico mal ripagato e mai riconosciuto, debbono trovare soluzioni senz’altro diverse da quelle di cui sopra. Chi non ci sta bene nel Pubblico Impiego, o proptesta nelle forme previste dalla legge, oppure se ne deve stare per sempre a casa (a sue spese). Ho reso l’idea?. Un caro saluto.

    • Francesco
      8 anni fa

      Non è che non hanno le giuste motivazioni, per la stragrande parte NON HANNO ASSOLUTAMENTE MOTIVAZIONI.
      La soluzione non può che venire dallo stesso ambiente in cui nascono le nostre insoddisfazioni e frustrazioni e non si risolvono solo con più soldi ma anche con la partecipazione attiva all’attività. Tra l’altro questo spaventerebbe e spaventa proprio la nostra classe dirigente.

    • daniela
      8 anni fa

      C’è gente che non si assenta mai nè per malattia nè per ferie (e ne accumula di anno in anno) ma in ufficio non smuove una carta. e magari ha anche assegnate ore di straordinario.
      Il pesce puzza dalla testa e se non si cambia la classe dirigenziale non se ne viene fuori
      E’ ora che chi dirige deve anche rispondere per l’operato. Da quando i dirigenti hanno il solo obbligo di una timbratura vengono in ufficio per meno di un’ora al giorno, con lo stipendio sempre più “gonfio”. Non si prendono responsabilità, non prendono decisioni, e ne fa le spese l’impiegato di turno.
      No, così proprio non va

  • nicola
    8 anni fa

    Sono d’accordo sull’ultima parte dell’articolo in merito alle motivazioni dei dipendenti: io lo vado dicendo da anni. E poi quando un ufficio non funziona bisogna innanzitutto chiamare il responsabile/dirigente e poi gli impiegati … capiscimi a me!

  • angela
    8 anni fa

    la legge Brunetta è offensiva per le persone che hanno malattie serie , vedersi decurtato lo stipendio solo perchè si sta male non risolve il problema degli assenteisti , quelli continuano a farlo perchè non hanno voglia di lavorare

  • FARINA ROSA MARIANNA
    8 anni fa

    i controlli devono farli per quelli che usufruiscono della l.104 o per quelli che per assistere l’invalido stanno a casa 2 anni pagati dallo stato,per poi vederli in piscina,al mare,o fare un secondo lavoro senza prestare l’assistenza alla persona invalida per la quale fruiscono del beneficio.per quanto riguarda le visite prenotate in asl o cliniche private…non sei tu a decidere il giorno..ma bensi’quando ti danno appuntamento loro per determinate visite mediche o esami radiologici a volte aspetti anche 3/4 mesi e possono cadere sia di venerdì che di lunedi quindi controllate seriamente e senza distinzione di persona o livello quello che veramente va controllato grazie

  • pnardi
    8 anni fa

    il ministro, beato lui gode di ottima salute. Ci sono dipendenti, non delinquenti, che purtroppo hanno patologie serie, che non possono cedere ad altri, e nonostante ciò fanno il loro dovere lavorando con coscienza e senza rubare lo stipendio. Purtroppo per lui ci sono anche, nella Pubblica Amm.ne persone oneste e rispettabili.

    • Francesco
      8 anni fa

      Si, il problema non è il Ministro, tanto il prossimo dirà cose diverse ma farà le stesse cose. Il problema è che non possiamo dire che ci sono ANCHE PERSONE ONESTE E RISPETTABILI, questa è la normalità, non è un vanto. Dovremmo isolare quelli che non lo sono invece di girarci dall’altra parte.

  • tiziana
    8 anni fa

    Non ritengo etica la chiusura dell’articolo. Il dipendente che viene retribuito ha l’obbligo morale di lavorare o restare a disposizione per le ore contrattualmente retribuite.

    • Francesco
      8 anni fa

      Certo, ma è sotto gli occhi di tutti la frustrazione della gran parte dei colleghi perchè fanno cose ripetitive e di cui non capiscono il senso.
      Ridurre tutto all’obbligo morale è una giustificazione alla schiavitù psicologica. Se le persone riconoscono un senso a quello che fanno non rifiutano facilmente la presenza in ufficio.

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