POCHI GIORNI PER LA RIFORMA DELLA PA. Commenti e anticipazioni

Sostenibile.com-mobilitàE’ perlomeno scomodo svolgere onestamente il ruolo di sindacato maggiormente rappresentativo all’alba dell’annunciata attuazione della Spending Review nella PA (perché chi nell’ambiente parla di riforma mente sapendo di mentire).

Disagio per le poche notizie filtrate? Per lo scarso potere dei sindacati in questa partita? Per la ineluttabilità degli eventi? Solo in minima parte!

Il grosso dell’imbarazzo è legato proprio all’atteggiamento registrato nella gran parte del popolo degli impiegati pubblici che questa “riforma” dovranno subire.

Un popolo che si crede furbo e contemporaneamente è incredulo, sonnecchiante, rassegnato oltre che chiuso in cupi individualismi.

Andando in giro in province come Cuneo, Imperia, Savona, Enna, Rieti, Forlì, Rimini, Vibo Valentia… tanto per citarne alcune in diverse latitudini, abbiamo incontrato per lo più lavoratori che, per un motivo o per l’altro, pensano a loro stessi, alla propria scrivania, alle proprie pratiche.

Credono che il lavoro che svolgono sia così indispensabile che a loro, si proprio a ognuno di loro, non succederà nulla, facendo venire alla mente la frase attribuita al signor de La Palice scritta per il suo necrologio, ovvero che: “un quarto d’ora prima di morire egli era ancora vivo”.

E già immaginiamo le telefonate, le email, e le contestazioni verbali che riceveremo, assieme agli altri sindacati, per non aver potuto evitare tutto questo, quando nel momento di far sentire la voce, di partecipare alle mobilitazioni, sono rimasti in stragrande maggioranza, rintanati nei propri ambiti.

Il sindacato ha la forza della mobilitazione e dell’adesione.

Si è vista invece scarsissima partecipazione sia a proporre azioni sia a presenziare a quelle organizzate. E stiamo parlando di tutti i sindacati.

D’altronde le 34.000 email che vanta il ministro Madia, (solo l’1% del personale in servizio, ovvero un fallimento), sono una ampia e documentata prova della scarsissima reattività, anche solo per scrivere 4 righe.

Od anche le tre ore di assemblea cittadina di venerdì 23 maggio scorso in cui molte persone sono uscite dagli uffici e molte meno si sono ritrovate nelle sedi di riunione.

Oppure il tanto reclamizzato sciopero dei dipendenti del Comune di Roma di venerdì 6 giugno , che ha visto nello stesso giorno più di 2.000 lavoratori prendere ferie la mattina stessa, per evitare la trattenuta.

Ed è un questo scenario che verranno applicate le norme per la pubblica amministrazione dal 13 giugno.

Quella più rilevante per noi riguarda la possibilità delle Amministrazioni di “esonerare dal servizio” i propri dipendenti che resteranno a casa continuando ad incassare il 65% del loro stipendio.

La misura servirà a mascherare la impopolare “mobilità obbligatoria” arrivando a risparmiare anche di più, visto che in quest’ultimo caso lo stipendio previsto era dell’80%.

Questa norma si rivolgerà soprattutto ai lavoratori meno qualificati (professionalità reale o solo formale?) che svolgono mansioni comuni e che spesso abitano fuori dei grandi centri urbani e sono costretti a lunghi spostamenti per recarsi al lavoro.

In questo modo gli interessati potranno essere ricollocati, anche con orari ridotti, presso Amministrazioni nel loro comune di residenza, in cambio di un sacrificio sullo stipendio, con un taglio che potrebbe aggirarsi, in ogni caso, tra il 20 e il 25% della retribuzione.

 La domanda è sempre la stessa: quanto siamo disposti alla mobilitazione?

9 Risposte a “POCHI GIORNI PER LA RIFORMA DELLA PA. Commenti e anticipazioni

  • Riccardo
    5 anni fa

    La gestione delle R.U. nel Ministero dell’Interno è stata vergognosa e lontanissima da qualunque ragionevole aspettativa. Il diritto del lavoro e, ancor prima, anche le basilari regole di leadership, prevedono una progressione, una prospettiva, un miglioramento oggettivo che accompagni l’esperienza e l’impegno profuso nell’esperienza lavorativa. Molti di noi avevano precedenti impieghi e hanno creduto alle declaratorie di funzione e investito in questa amministrazione con i cui vertici siete riusciti, in pieno accordo, a degradare una carriera direttiva speciale al ruolo impiegatizio. Sono nauseato, vergognatevi e fatelo in silenzio, voglio dimenticare che esistete.

    • Sta parlando con chi non ha mai firmato alcuna riqualificazione. Ha sbagliato indirizzo

  • MUNERATI GABRIELE
    5 anni fa

    I Vostri ragionamenti non hanno nessun fondamento per il semplice motivo che il lavoratore che ha sempre fatto il suo dovere di ligio impegato attento ad adempiere a tutti i compiti assegnati non ha certamente tempo e pazienza da perdere con organizzazioni sindacali che non tutelano più da decenni gli interessi del dipendente ma pensano solo ad andare a bracetto con la politica e gli interessi personali. Quindi è assolutamente logico che il dipendente non segui minimamente le finte iniziative sindacali che non sfoceranno assolutamente in nessuna conquista contrattuale. Putroppo il dipendente al giorno d’oggi non è altro che carne da macello del degradato e corrotto sistema politico e sindacale senza nessuna minima speranza o via d’uscita. Ahh questo commento vale nei confronti di tutte le sigle sindacali.

    • Le sigle sindacali presenti sono state approvate da tutti i lavoratori tramite i voti per le RSU, e la percentuale di voto è del 87%, alla faccia del disinteresse.
      Se il lavoratore non ha tempo per pensare e partecipare allora va bene così, che si chiudano gli uffici con relative conseguenze.
      Questo commento è a difesa di tutte le sigle sindacali!

  • mara
    5 anni fa

    Mi dispiace, ma non sono del vostro avviso: sarà anche vero che molti impiegati sono rassegnati e non partecipano alle moblitazioni, ma è anche vero che tutti i sindacati non hanno fatto assemblee sul posto di lavoro per discutere e preparare queste mobilitazioni dando così a vedere di essere poco interessati alla cosa: inoltre dal 2009 gli scioperi che sono stati fatti non hanno avuto nessun risultato e hanno visto la scarsa partecipazione non solo dei dipendenti, ma addirittura delle RSU: questo ho visto nel mio ambiente di lavoro: quindi se la situazione è questa, perchè farsi fare la trattenuta della giornata di lavoro?

    • Perchè alla fine costerà meno che trasferirsi di 100 km? potrebbe essere uno dei motivi….

  • Pinca
    5 anni fa

    Condivido quanto esterna il commento sopra. la Signora ha capito molto bene lo status della situazione

  • Alessia Serschen
    5 anni fa

    Pecore……….Gli italiani sono un popolo di pecore, i dipendenti statali peggio ancora……

  • stefania
    5 anni fa

    vi aspettavate di più da questo popolo di cialtroni che sono gli italiani? Son solo capaci di fare chiacchiere da bottega e piegarsi a 90 gradi per prenderla comodamente in quel posto……..Una vergogna. E’ chiaro, poi, che i sigg politici fanno ciò che vogliono…..tanto chi li contrasta? Ovviamente è facile scagliarsi successivamente contro i sindacati.