Corte Costituzionale dichiara la legittimità della riduzione del 2,5% dello stipendio dei dipendenti pubblici in regime di TFR

Corte Costituzionale dichiara la legittimità della riduzione del 2,5% dello stipendio dei dipendenti pubblici in regime di TFR

La Corte Costituzionale ha dichiarato legittima la trattenuta del 2,50 per cento operata dal datore di lavoro pubblico a carico della retribuzione lorda mensile spettante ai lavoratori assunti, sin dall’inizio, in regime di trattamento di fine rapporto.

“L’auspicata equiparazione tra lavoratori in regime di TFR e lavoratori in regime di TFS – scrivono i giudici nelle motivazioni -, nei termini adombrati dal giudice a quo, non potrebbe che alterare il punto di equilibrio individuato dal legislatore e dalle parti negoziali, secondo un bilanciamento non irragionevole, e determinare, per ammissione dello stesso rimettente, una diversa sperequazione, che avvantaggerebbe i lavoratori in regime di TFR, destinati a beneficiare di un più cospicuo trattamento retributivo rispetto ai lavoratori in TFS”. E’ quanto ha dichiarato la Corte Costituzionale nella sentenza n. 213 del 22 novembre 2018.

“Confidavamo in una decisione completamente diversa, spiega Claudia Ratti Segretario Generale Confintesa FP, la nostra Federazione si è spesa moltissimo per difendere i diritti dei giovani lavoratori che si vedono trattenere in busta paga la percentuale del 2,5 %. E’ evidente che con una simile decisione lo Stato mette al riparo un bel po’ di denari che, con una diversa pronuncia avrebbe invece dovuto restituire ai lavoratori come il Tribunale di Roma aveva deciso anni fa accogliendo le istanze di molteplici lavoratori.

Una sentenza politica? Non possiamo saperlo ma al momento dobbiamo solo rispettarla in attesa di una più approfondita valutazione dei nostri legali”

Corte Costituzionale tfr

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