Ma che combinazione, adesso torna l’allarme sull’economia!

 Ci risiamo, di nuovo tutti i media ricominciano a parlare della situazione difficile dell’economia italiana. Eppure sembrava un argomento fuori moda.

 Monti aveva fatto le sue manovre, aveva messo i conti in sicurezza, e tutto stava andando per il meglio… Così diceva il nostro Presidente del Consiglio!

Era così fuori moda questo tema che gli ultimi mesi prima delle elezioni non ne parlava più nessuno e sembrava superato tanto da permettere, all’ultimo momento, alla politica di respingere il taglio delle province, il taglio al numero dei parlamentari, ai loro stipendi (o come vogliamo chiamarli) e ai costi della politica in generale.

Si andò alle elezioni ascoltando dai signori dei partiti le promesse più folkloristiche.

Eliminazione dell’IMU, taglio dell’IRAP, reddito di cittadinanza, e chi più ne ha più ne metta.

Tutte “promesse di spesa” molto entusiasmanti che ora stridono in modo palese con le dichiarazioni delle stesse forze politiche, si quelle stesse delle promesse elettorali, che invece parlano di situazione difficile, del bisogno di un miracolo, che l’economia italiana è andata peggio degli altri paesi europei nell’ultimo anno, etc…

L’impressione è che, siccome ormai abbiamo votato, “passata la festa, gabbato lo santo” ed ora ci aspettiamo di nuovo le grida di dolore per il rischio default e la conseguente riproposizione del blocco dei contratti del pubblico impiego.

 Noi pensiamo che la realtà sia diversa e, in qualche modo, molto più semplice.

La situazione della nostra economia è, da più di un paio di anni, quasi irrecuperabile e di conseguenza qualsiasi partito sa che le azioni di recupero del deficit e del debito, se fossero concrete e reali, sarebbero così pesanti che il paese cadrebbe nel caos e nella miseria e quella forza politica sparirebbe.

E cosi tutti tirano a campare, accusandosi reciprocamente di aver generato una realtà che conoscono bene, suonando l’allarme dell’economia quando fa più comodo mentre, quando è dannoso agli affari dei partiti, facendolo tacere.

Noi vogliamo denunciare questo gioco cinico, un gioco per il quale i dipendenti pubblici sono i primi a pagare e sono i più indifesi, esposti come sono a semplici atti di legge per i quali, dopo il voto, si raccolgono tanti plausi e pochi rischi.

Noi a questo gioco non ci stiamo, pretendiamo che la politica non ci prenda in giro e che sia chiara e coerente sui risparmi, iniziando dagli enormi costi di tutte le istituzioni e delle macchine burocratiche dei partiti, che non hanno alcuna ragion d’essere in un paese moderno e civile.

 I rinnovi dei contratti del pubblico impiego aspettano da più di tre anni.

Non sarà un altro “allarme economia” che ci convincerà che deve andare bene così.

Il gioco degli allarmi è ormai stato scoperto anche dai meno accorti. Non possiamo continuare a non veder rinnovato il contratto e farci erodere il nostro stipendio dall’inflazione.

 RINNOVI DEI CONTRATTI SUBITO!

 Segretario Generale
Francesco Prudenzano

 

10 Risposte a “Ma che combinazione, adesso torna l’allarme sull’economia!

  • Tagliare i stipendi e i vitalizi dei politici del Parlamento, delle Regioni, delle Provincie, dei Comuni, insieme fanno un bel numero, accorpare le provincie, lotta all’evasione fiscale, recupero e tassazione dei fondi italiani in Svizzera e nei paradisi fiscali, multe molto salate per chi ha evaso, sequestro e vendita dei beni alla mafia, aliquota progressiva per tassazione sui redditi, rinnovo dei contratti di lavoro pubblici e privati, abbassamento del tasso di interesse per i crediti concessi dalle banche, penso che così l’economia ripartirebbe e si sanerebbe il debito, anche capendo poco di economia: il fatto è che in questo modo si toccherebbero privilegi che i politici difendono e quindi non vogliono attuare queste misure.

  • gennaro
    6 anni fa

    ti sfugge la cosa più importante , lo stipendio lo avrai lo avremo ancora per poco

  • Maxe
    6 anni fa

    Ribadisco quello che ho esplicitato in altra conversazione: l’ unica possibilità per salvarci è creare un Movimento dei dipendenti Pubblici ( pubblici o privati??? mah!!…credo che non siamo né carne né pesce). Uniamoci tutti in una Forza politica che appare l’unico modo per difendere i nostri diritti.

  • renato
    6 anni fa

    io ringrazierei il cielo che uno stipendio ce lo abbiamo

  • ivano
    6 anni fa

    bisogna che tutte le forze sindacali si mobilitano portando ad azioni di protesta
    compreso lo sciopero
    ivano

  • Pietro
    6 anni fa

    Sono perfettamente daccordo, inoltre considerando i ripetuti discorsi di stimolare l’economia con un maggior consumo, penso che rinnovare i nostri contratti sarebba in linea con una politica economica giusta.

  • gori pietro
    6 anni fa

    Pietro , sono d’accordo con Gennaro c’avete rotto….. tutti quanti voi politici.. andate a lavorare a 1.200,00 Euri al mese.. Bene!!! ora buona Pasqua in economia a tutti.

  • filippo
    6 anni fa

    giustissimo…basta….a casa la casta!!!

  • gennaro
    6 anni fa

    era ora , non si possono bloccare contratti con 1100,1200 euro al mese dei dipendenti. eliminassero i vitalizi ,essi non sono diritti le pensioni sono diritti e le hanno toccate, eliminate i vitalizi.

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