Covid-19, protocolli su sicurezza lavoratori PA

Prot. 155 – Ministro Dadone Protocollo Sicurezza 2

Roma, 27 luglio ’20  prot. 155

Al Ministro della Funzione Pubblica
On. Fabiana Dadone

Oggetto: Covid-19, protocolli con i sindacati su sicurezza lavoratori PA

Signor Ministro,

Con la circolare n.3 del 2020 ci ha informato che per i pubblici dipendenti non sono più validi dal 19 luglio: l’emergenza sanitaria, il pericolo di contagio, il rischio dato dagli assembramenti, la promiscuità obbligata nei trasporti pubblici e tutte le regole finora imposte a tutta la popolazione italiana.

In un incontro con le OO.SS. avete convenuto, in spregio a qualsiasi logica, che i lavoratori che finora sono stati legittimamente e finalmente messi in grado di lavorare da casa, debbano rientrare negli uffici per proseguire la loro attività in presenza, non in base all’effettiva possibilità di lavorare in smartworking ma in ottemperanza ad una irragionevole percentuale matematica.
Se ciò non bastasse l’articolo 263 del Decreto Rilancio ha previsto significative novità nel corso del procedimento di conversione chiedendo alle amministrazioni pubbliche di organizzare il lavoro dei propri dipendenti e l’erogazione dei servizi attraverso la flessibilità dell’orario di lavoro, rivedendone l’articolazione giornaliera e settimanale, “applicando il lavoro agile con le misure semplificate al cinquanta per cento del personale impiegato nelle attività che possono essere svolte in tale modalità”.

Occorre dunque distinguere le attività:

  1. differibili dalle attività indifferibili ed urgenti;
  2. organizzabili e quelle non organizzabili in modalità agile.

Fatta questa distinzione la percentuale massima del 50% può essere applicata solo sul personale che svolge attività differibile ed organizzabile in modalità agile. Un tetto illogico e nocivo!

Vogliamo inoltre evidenziare altra lacuna: è stato completamente omesso il riferimento a coloro che fino al 18 luglio erano da tutelare e definiti “lavoratori fragili”, ci chiediamo se il 19 luglio sono tutti guariti o tutti defunti?

Insomma il Protocollo, e la conseguente Circolare, rappresentano, secondo noi, un grande passo indietro non solo per la salute dei lavoratori ma anche, passata l’emergenza COVID, per la modernizzazione della Pubblica Amministrazione essendo evidentemente prevalsa quella parte (per fortuna non tutta) della dirigenza pubblica che ha, fin dal primo momento, mal tollerato il lavoro agile, che è incapace di aggiornare gli schemi organizzativi e culturali del passato che deve essere lasciato alle nostre spalle. Si sta perdendo una preziosa occasione di far tesoro dell’esperienza emergenziale per avviare anche nella Pubblica Amministrazione un’evoluzione indispensabile per modernizzarla avviando processi che nel mondo del lavoro privato non solo non fanno paura quanto vengono accolti con favore.

Responsabilizzare i dipendenti, prevedere dei progetti nei quali coinvolgerli, mirare al risultato è più coraggioso che averne il controllo logistico e rilevare l’orario di lavoro.

Il lavoro agile, in tutte le attività possibili, è opportuno sia per la tutela del lavoratore che per l’efficienza dei servizi. Il benessere dei lavoratori ha degli effetti positivi non solo sulla produttività individuale ma pure sull’organizzazione e sui costi della macchina amministrativa.

Questo l’hanno ben capito i datori di lavori privati che stanno proseguendo ad oltranza e senza alcuna difficoltà il lavoro agile avendo verificato l’incremento della produttività e dell’efficienza.

CONFINTESA e CONFINTESA FP, convocate e presenti a due riunioni, non hanno ricevuto il testo definitivo del Protocollo, men che meno la convocazione, faccio delle ipotesi:

  1. Non avremmo accettato di veder cancellati con un tratto di penna la tutela e la sicurezza.
  2. Non abbiamo accettato passivamente i testi e abbiamo osato metterli in discussione rilevando, tra l’altro, che le OO.SS. maggiormente rappresentative non sono quelle presenti al tavolo e poi che hanno sottoscritto il protocollo.
  3. Abbiamo ricordato che esistono delle regole che devono essere applicate e non possono essere convocate OO.SS. che saranno rappresentative considerato che il periodo della rilevazione si chiude il 31 dicembre 2020 e nessuno, neanche Lei ed il Suo Capo Segreteria, dovrebbe conoscere in anteprima i risultati. È come dichiarare che si conoscono i vincitori di un concorso ancor prima che ci sia la prova orale!

Ministro, noi continueremo a batterci per la sicurezza dei lavoratori e chi pensava di escluderci forse non ricorda che il protocollo è privo di consistenza pattizia e che l’art.7 comma 6 CCNL 12/2/2018 comparto Funzioni Centrali dispone: “Sono oggetto di contrattazione integrativa nazionale o di sede unica” lett. k) “le misure concernenti la salute e sicurezza sul lavoro”.

Il Movimento che Lei rappresenta non era quel soggetto che avrebbe voluto cambiare il mondo e non appiattirsi su logiche partitiche clientelari degne della prima Repubblica?

Cordiali saluti

Il Segretario Generale
Claudia Ratti

Redazione
Segreteria

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