Carissimo Ministro Matteo Salvini…

Roma, 10 maggio 2019 prot. 54

Al Sig. Ministro Matteo Salvini

Ai Lavoratori dell’Agenzia delle Entrate

Ai Lavoratori del Ministero dell’ Interno

Loro Sedi

Ci rivolgiamo a Lei, che ha avuto la bontà di interessarsi anche a noi.

Lei sicuramente si rende conto che le Sue esternazioni hanno un impatto mediatico tale da provocare inevitabili reazioni, siano esse orientate sul consenso o sulla critica.

In questo momento di incertezza strutturale, se Lei fa intendere che i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate mettono le mani nelle tasche degli italiani per recuperare risorse e finanziarsi i loro stipendi, non può pensare che questo resti senza conseguenze.

I cittadini, normalmente, non apprezzano le iperboli della politica, e quelli che sono in difficoltà e che per un motivo o per un altro hanno delle pendenze con lo Stato Italiano per il tramite dell’Agenzia stessa, sono ancor meno inclini all’umorismo.

E succede allora che questi dipendenti dello Stato (che ogni giorno svolgono sempre più faticosamente il loro lavoro con carichi di lavoro sempre più elevati, con risorse umane e strumentali sempre più ridotte e con una età media sempre maggiore per un mancato ricambio del turn over) vengano insultati ed aggrediti dalla loro utenza, da quei cittadini che sempre in maggiore difficoltà grazie alle Sue parole finalmente identificano un nemico in coloro che sono tenuti a far rispettare le regole che lo Stato stesso indica loro.

Sono dipendenti dello Stato e non possono fare diversamente.

In merito a ciò, Le vogliamo ricordare che gli obiettivi e le indicazioni a ciò provengono dal Dicastero dell’Economia e Finanze, di cui è titolare il Suo collega il Ministro Tria: forse sarebbe il caso che se il Governo di cui Lei è anche Vicepremier, dovesse ritenere modificabili indicazioni e modalità di intervento su questi specifici argomenti, concordasse apposite modifiche.

Noi siamo una Organizzazione Sindacale e vogliamo ricordare che le norme che regolano (tra l’altro) la distribuzione del salario accessorio ed i criteri ad esso relativi provengono dalla  “Contrattazione Sindacale”, dal “Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro” (la cui titolarità è in capo al Ministero della Funzione Pubblica, Giulia Bongiorno) e dal “Contratto Collettivo Nazionale Integrativo” (CCNI) che viene trattato a livello nazionale dagli Enti e Ministeri la cui titolarità è, ovviamente, distribuita tra i vari Dicasteri.

Anche a questo riguardo, se Lei volesse partecipare e dire la Sua in maniera costruttiva nelle varie fasi della scrittura delle regole che determinano tempi e modi della vita lavorativa dei Dipendenti Pubblici, dovrebbe relazionarsi con tutti i Suoi colleghi.

Noi siamo una Organizzazione Sindacale, rappresentiamo i lavoratori pubblici e, La invitiamo ad una maggiore cautela nelle Sue esternazioni contro i dipendenti che tutti i giorni con abnegazione e sacrificio, in una Pubblica Amministrazione, aimè poco meritocratica e selettiva, ad una maggiore attenzione proprio verso i “Suoi” lavoratori, che non sono solo le meritorie Forze di Polizia, ma anche tutta la tecnostruttura ed il personale “civile” del Ministero dell’Interno, di cui Lei è titolare diretto e che non ha, ad oggi, mai incontrato.

Anche a loro va il nostro pensiero, perché ci risulta veramente pochissima attenzione da parte Sua alle importanti dinamiche interne del Suo Dicastero, con un confronto con i lavoratori che sfiora il nulla e con moltissimi problemi insoluti che aspettano risposta.

Questo sì meriterebbe la Sua attenzione, in quanto direttamente titolato, forse più che quella  cui sembra attribuire all’interesse mediatico suscitato da parole che creano più problemi che soluzioni.

Ci scuserà se prendiamo a prestito le Sue parole, “ci sono tantissime cose da fare”, e per questo ci aspettiamo a breve un costruttivo confronto nelle sedi deputate, che Lei ben conosce.

Cordiali saluti

Segretario Generale
(Claudia Ratti)

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