PROFESSIONE? DENTISTA (ABUSIVO)!

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Confermata dalla Cassazione la condanna a dieci mesi di reclusione e 300 euro di multa per truffa aggravata ai danni dello Stato nei confronti di un dipendente di un ufficio giudiziario siciliano che, in malattia, lavorava (abusivamente) come dentista in uno studio medico.
Ancora una storia, triste, di dipendente pubblico che scredita l’intera categoria e che, nell’immaginario collettivo, rappresenta la regola invece dell’eccezione.
Qualche domanda ci sorge spontanea …
– È credibile che un medico rilasci, in buona fede, certificati attestando, per mesi, uno stato di salute che non consentiva all’infermo di recarsi al lavoro in Tribunale ma che gli consentiva di svolgere (sia pur abusivamente) l’attività di medico dentista presso uno studio odontoiatrico?
– È credibile che tale comportamento passi inosservato all’attenta dirigenza?
– Perché non si pensa che i primi ad essere danneggiati da questo comportamento e dagli altri similari, sono tutti i colleghi che svolgono, per mesi ed a volte per anni, anche il lavoro del “fannullone” oltre che il proprio?
Rivoltiamo le nostre visuali, tutti insieme, perché abbiamo il dovere di restituire la dignità al lavoro pubblico, abbiamo il dovere di far emergere la moltitudine di comportamenti virtuosi e di isolare i pochi comportamenti delittuosi.
Non vogliamo che persone come “il dentista abusivo” stiano nella Pubblica Amministrazione, contro di loro lo Stato ha il dovere di intervenire, anche con il licenziamento se i fatti sono definitivamente accertati.
Lo stesso Stato deve però trovare dei meccanismi premianti l’efficienza dei tanti lavoratori virtuosi, riconoscendo un buon Contratto con uno stipendio adeguato al lavoro svolto e dei premi.
Segretario Generale
(Claudia Ratti)

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