QUOTA 100

“La vera felicità è qualcosa di molto vicino alla tristezza“

Charlie Chaplin

In questi giorni non si parla d’altro! Nel solo Lazio sono circa 8000 le domande presentate dai lavoratori del Pubblico Impiego, un vero esodo se pensiamo che nel comparto Funzioni Centrali più del trenta per cento delle domande per Quota 100 è arrivata dai Ministeri, altro 20 per cento dall’Inps, dall’Inail e dalle Agenzie Fiscali.

Finalmente i lavoratori, dopo quasi 40 anni di lavoro, potranno godere della meritata pensione … e ne godranno con anticipo rispetto alla normale età pensionabile, bene!

Ma siamo preoccupati perché, come sempre nella vita del dipendente pubblico, per una faccia che ride ce n’è una che piange.

Quando si è parlato di Quota 100 se ne è parlato non solo come incentivo al pensionamento anticipato del dipendente ma, soprattutto, come strumento di rinnovamento o, meglio, di ricambio generazionale.

Mandiamo in pensione chi ormai ha lavorato una vita e al suo posto assumiamo personale, qualificato o da qualificare non importa, aprendo un nuovo ciclo nella storia del pubblico impiego.

Se così fosse, avremmo avuto, per una volta, una sola faccia tonda e sorridente e avremmo dedicato le nostre energie ad altri argomenti (non mancano e lo sapete bene).

Scopriamo, invece, che questo rinnovamento non ci sarà, almeno nel breve termine. Fino a novembre, infatti, si assumeranno solo coloro le cui assunzioni sono state autorizzate in precedenza, tutti gli altri dovranno aspettare e questa notizia ci costringe, ancora una volta, alla doppia faccia.
Le amministrazioni cosa potranno fare?

Difficile mantenere inalterati i servizi senza il personale in fuga.
Ridere e piangere è un’attività che ci accompagna nel quotidiano da tanto tempo. Rideremo, con soddisfazione per i colleghi che andranno in pensione, ma lotteremo al fianco di coloro che, restando seduti alla loro scrivania, dovranno continuare a lavorare per inseguire risultati e obiettivi impossibili da raggiungere.

CONFINTESA FP non consentirà alle Amministrazioni di ignorare questo problema, i Dirigenti saranno al timone di questa barca che, giorno dopo giorno, resta a galla con grosse difficoltà, dando spesso l’impressione di essere alla deriva in un mare in tempesta.

Se questa barca continua a restare a galla, il merito dobbiamo riconoscerlo a tutti … dal capitano al mozzo perché ciascuno è indispensabile per la buona navigazione, ricordiamolo sempre.

Segretario Generale
(Claudia Ratti)

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