“NEI SOGNI COMINCIA LA RESPONSABILITÀ”

Delmore Schwartz

In Italia …

Si firmano i protocolli d’intesa con il Governo a pochi giorni dai referendum e si firmano i Contratti Collettivi (penalizzanti per i lavoratori) a pochi giorni dalle elezioni.

Si rinnovano i Contratti dopo 10 anni e si danno ai lavoratori pochi spiccioli.

Si firmano dei contratti prevedendo una Commissione paritetica per l’ordinamento professionale che avrebbe dovuto completare i lavori entro maggio 2018 e che, invece, non ha mai iniziato i lavori.

Si sbeffeggiano i lavoratori pubblici ritenendoli fannulloni, immotivati e spesso incapaci.

… ed i lavoratori si lamentano tanto e reagiscono poco.

In Germania, notizia di giornata, la disoccupazione è ai minimi storici, ed i dipendenti pubblici hanno spuntato “un contratto collettivo definito buono da datori di lavoro e sindacati e dunque un «buon compromesso»:+8% spalmato su 33 mesi e comunque mai sotto i 240 euro di incremento complessivo e inoltre rialzi a macchia di leopardo” (fonte: Ilsole24ore del 5/3/2019).

Cambia la politica ma la situazione sembra essere identica, forse perché non cambia il reale “governo” all’interno delle Amministrazioni?

Perché se l’ARAN non risponde alle nostre (e pare a nessuna) richiesta di convocare la Commissione Paritetica, se il Ministro Bongiorno (che pure abbiamo coinvolto) non interviene, se la Corte dei Conti osserva, scrive, ma nulla di più accade?

Perché non si sente parlare di responsabilità della Dirigenza pubblica in caso di mancato rispetto dei Contratti Collettivi e delle leggi?

Perché questo torpore collettivo smuove le coscienze solo quando si legge dei furbetti del cartellino e di fannulloni immotivati e poi più nulla?

Sogniamo una Pubblica Amministrazione motivata, brillante e ben retribuita, che rispetta i Contratti Collettivi senza diffide, senza scioperi, senza giudici.

Sogniamo una Pubblica Amministrazione con una Dirigenza con pieni poteri capace di misurare e premiare il gruppo di lavoro che dirige, una Dirigenza che comprenda che i propri obiettivi si raggiungono con i lavoratori, condividendoli.

Sogniamo una Dirigenza, non una doppia Dirigenza con la confusione di ruoli e di responsabilità.

Nel frattempo, aspettiamo la convocazione dell’ARAN per la Commissione paritetica per l’ordinamento professionale, sta in ritardo di quasi un anno ma con un po’ di tempo e buona volontà può farcela.

Segretario Generale
(Claudia Ratti)


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